La giornata della Festa della Repubblica,  pure è stata connotata da una pioggia torrenziale nel pomeriggio ma  la mattinata è stata primaverile e la serata ha permesso sia la Festa di Ventaroli che, a parte le bombe carta che

vengono sparate durante la giornata, è ormai da alcuni anni solo ed esclusivamente religiosa contraddistinta da una bellissima processione  dei Santi Filippo  e Giacomo e Maria SS. della LIbera che, accompagnata dalla Banda Musicale di Casale di Carinola, parte da Ventaroli dopo la SS.Messa delle 19,00 ed arriva alle chiese di S.Anna e S.Ruosi .

Una tradizione che fortunatamente continua grazie a Don Luciano Marotta e all'impegno di alcuni cittadini di Ventaroli e San Ruosi, quelli che nella processione vediamo più vicini alle Sacre Immagini, ce la  mettono  davvero tutta per realizzare questa sorta di miracolo annuale.

Stamane intanto a Nocelleto, dove è in corso la Festa dell'Annunziata, c'è stata , dopo la celebraione della SS.Messa celebrata nella chiesa dell'Annunziata , un'altra processione, senza immagini sacre ma con la banda musicale della Città di Casale che li precedeva, don Michelangelo TRANCHESE, ciononostante processione laica in questo caso ma anche questa tradizionale, che vedeva al fianco del parroco, in luogo del Sindaco, impegnato a Caserta per la manifestazione provinciale col Prefetto, con la fascia tricolore, il delegato del sindaco , oggi la Presidente del Consiglio comunale dott.ssa Antonella Migliozzi e con lei  il Comitato Festeggiamenti che quest'anno vede Franco Di Biasio direttore, nonchè i componenti Chiarolanza Giuseppe, D’Orsi Massimo, Marino Giuseppe, Migliozzi Domenico,Perna Ferdinando, Stoto Pasqualino, Viscito Luigi e Zampi Franco.

Sempre in processione con assessori e consiglieri comunali sempre di Nocelleto, Mario Nicolò e per la minoranza oltre a Franco Di Biasio, la dott.ssa Maria Sorvillo del PD e Renato De Spirito del M5S. Brillava l'assenza del consigliere comunale Antonio Nardelli e dell'ex assessora avv. Rosa Di Maio, entrambi vicini al consigliere regionale di Forza Italia on. Massimo Grimaldi.

Seguivano cittadini che  probabilmente avevano partecipato alla SS.Messa e si portavano tutti in Piazza Carmine Bertolino per seguire la deposizione della corona d'alloro ai caduti.

Una grande e piacevolissima  novità quest'anno è  la presenza di un giovin signore della veneranda età di 103 anni che è stato sembra ombra di dubbio il protagonista assoluto della cerimonia. Durante le canoniche esecuzioni, del Piave, dell'Inno di Mameli e del Silenzio da parte della Banda Musicale Città di Casale, sia pure seduto davanti alla stele marmorea, non disdegnava di fare da direttore con conseguenti movimenti delle braccia.

Si tratta di Antonio Razzino, 103 anni, il fratello del papà di Lorenzo Razzino, ambientalista ed  ex consigliere comunale.

E'  riuscito a prendere la parola immediatamente dopo il Padre Nostro i Don Michelangelo e prima della Presidente Antonella Migliozzi e subito ha voluto far capire che di musica se ne intende eccome, come del resto, se non ricordo male anche il fratello.

Ha detto infatti di aver vinto in gioventù un concorso con il quale ha fatto parte della Banda Musicale della Marina Militare a La Spezia .

Ha poi ricordato  che era imbarcato sull'incrociatore Alberico Da Barbiano  e che a causa di una ferita venne ricoverato in ospedale e "a causa di questo ricovero in ospedale mi sono rinfrancato la vita!" ricordando che mentre era ricoverato l'incrociatore "Da Barbiano" prese il largo e venne affondato da una corazzata inglese.

Abbiamo voluto saperne di più su questo incrociatore ed abbiamo trovato perfino la foto su internet oltre ai particolari sull'affondamento. Leggiamo da Appunti vari tratti dalle pagine del sito di Pietro Cristini "Aveva preso a bordo 3 siluri e vari colpi minori.

Dei ct nemici, il Sikh lanciò le sue 4 armi e il Legion tutte quelle disponibili (6?); il primo colpì con due siluri il Da Barbiano e il secondo centrò entrambi gli incrociatori il Da Barbiano e il Da Giussano. Il risultato fu che il Da Barbiano, dopo le 3.20,  prese in rapida sequenza 3 siluri, oltre al fuoco delle mitragliere.

Fu quest'ultimo che incendiò il carburante sulla coperta.

Ma la nave era spacciata: si rovesciò e affondò in un mare di fiamme alle 3.35.

Stranamente, per una volta almeno,  non si spezzò in più parti.  

Il Da Barbiano affondò quasi subito, il Da Giussano fu più lento.

Il Da Barbiano perse 534 uomini su 784.

Come sentirete dalla voce di Antonio RAZZINO, 103 anni, ripetiamo ancora, ha concluso affermando che ci sono stati momenti nei quali "ha avuto la nostalgia dei commilitoni scomparsi  con l'incrociatore incendiato e affondato. "Avrei voluto anch'io essere in fondo al mare insieme a loro! "




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