Dopo la nascita del Museo Luca Menna adiacente alla Cattedrale di Carinola le scoperte sono all'ordine del giorno. Pensate che solo qualche giorno fa, in seguito alla scoperta della stele marmorea che seppur di ridotte dimensioni appare di grande

importanza soprattutto a suffragio della tesi di don Amato BRODELLA, non solo sua ma anche di altri storici contemporanei e non, che vorrebbe Castelvolturno facente parte del territorio della Diocesi di Carinola e non di Capua, come hanno sempre sostenuto altri.

"Finalmente" abbiamo con questa stele la prova tangibile direi documentale di quanto asseriamo da tempo, dice don Amato nella breve video-intervista che gentilmente don Amato ha voluto rilasciarci e che vi proponiamo .

Abbiamo anche chiesto a don Amato BRODELLA qualche anticipazione sulla pubblicazione imminente di "Carinola tra gli Angioini e gli Aragonesi" e "Storia Civile del Regno di Napoli e Storia dei Monumenti di Carinola" quindi le Chiese di Carinola ed i Monumenti di Carinola, Castello Angioino ed i Palazzi Marzano che, ci precisa don Amato, "erano tre, uno si trovava nella attuale via Principe Umberto di fronte al Palazzo Macarone ed era di Eleonora figlia di Alfonso e sorellastra di Ferrante con il quale, secondo Marino Marzano, ci sarebbe stato un rapporto incestuoso.

Morti nello stesso anno Alfonso e Giovanni Antonio MARZANO-continua don Amato- nacque la discordia tra Marino MARZANO e Ferrante."

Fa rilevare  ancora don Amato che lo stemma di Giovanni Antonio MARZANO ancora campeggia all'interno del Convitto Nazionale A.Nifo di Sessa Aurunca mentre a Carinola era proprio nel palazzo di via Principe Umberto di fronte a Palazzo Macarone ma non c'è più, qualcuno se ne sarebbe appropriato ma non ci dice chi.

Neppure lo rinveniamo sul portone d'ingresso dell'attuale "Palazzo Petrucci che pure era Palazzo Marzano e qui infatti venne arrestato Marino Marzano imprigionato a Napoli insieme al figlio Giovanbattista che all'epoca aveva solo quattro o cinque anni! Nonostante fossero passati anni, la madre di quest'ultimo, Eleonora, lo riconobbe a Capua e lo chiamò a sè: "Marino!"

Così chiudiamo il nostro incontro con questo studioso che sarebbe opportuno invitare nelle occasioni in cui vengono organizzati convegni e/o manifestazioni  sulla storia della nostra Carinola e dei suoi figli illustri. Abbeverarsi alla sua fonte è davvero importante oltre che piacevole. Attendiamo con impazienza le sue pubblicazioni!

Intanto sempre Carlo Ceraldi, alias il "number one" del Museo Luca Menna. ci informa di un altro ritrovamento.

Ma questa è un'altra storia e sarà un prossimo articolo!

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