Era davvero sconcertato quando lo abbiamo sentito il neo vice presidente del Consiglio dell'Ordine degli avvocati di S.Maria C.V.

iaselli reanato1 avv. Renato Iaselli, dopo aver letto il comunicato diramato sui social dagli avvocati del Gruppo 4.0 che parla di "mancato rispetto dell'elettorato" e "operazione ad excludendum".
"Non vedo assolutamente nulla di anomalo - dice Iaselli - nel far ricoprire le tre cariche più importanti ai consiglieri eletti che hanno riportato in assoluto il maggior numero dei voti, anzi a me sembra la sintesi logica e naturale del risultato elettorale. C'erano stati incontri dove il Gruppo 4.0 mi aveva offerto la stessa carica di vice Presidente del COA di S.Maria C.V. quindi di che parliamo? Meglio non scendere nei particolari altrimenti dovremmo parlare di proposte di ammucchiata oscena !"
Non avrà non influito il fatto che quando il gruppo di consiglieri capitanati dallo stesso avv. Renato Iaselli (lui, Renata Puoti e Vincenzo Iorio) si dimise dal Consiglio dell'Ordine dissentendo dalla Convenzione, gli subentrarono consiglieri che non si sono più dimessi e che oggi rieletti fanno parte del Gruppo 4.0.

sadutto annamariaAbbiamo sentito anche la neo eletta Tesoriera del Consiglio dell'Ordine avv. Annamaria Sadutto alla quale ieri in Consiglio il leader del Gruppo 4.0 avv. Adolfo Russo ha offerto la carica di Presidente, "come migliore interpretazione di uno spirito unitario da ritrovare, e l'avv. Emilia Borgia vice presidente, come rappresentante della compagine più numerosa".
“Dopo lo spoglio elettorale - racconta l’Avv. Sadutto - tutti i componenti - eletti e non eletti - del gruppo Avvocatura del Fare si erano incontrati per programmare i da farsi e quindi il capogruppo Iaselli ha incontrato Adolfo Russo il quale ha proposto una distribuzione di cariche (Presidente Adolfo Russo, Vice-Presidente Renato Iaselli, Segretario Mario Palmirani, Tesoriere Giuseppe Gallo e con accordi pro-Sticco per la FEST con totale estromissione del gruppo “Dignità Forense” più votato) completamente difforme dalla proposta poi formulata a nostra insaputa la mattina seguente. In Consiglio proprio quando stava emergendo la volontà unanime ed il voto favorevole ad Ottavio Pannone quale Presidente sia per il maggior numero di voti riportati e sia per riguardo ad un professionista stimato di grandi capacità ed esperienza, Avvocatura 4.0 nella persona di Adolfo Russo ha proposto a me la Presidenza del Consiglio dell’Ordine e la vice-Presidenza ad Emilia Borgia.

Tale proposta che stravolgeva ogni ipotesi fatta fino a quel momento, seppure appariva onorevole per la mia persona non era in linea con quello che il mio capogruppo con me ed i componenti di Avvocatura del Fare avevamo immaginato e non era conforme con la mia volontà di rispettare la figura più autorevole dell’Avv. Pannone più votato in assoluto e di maggiore esperienza professionale.

Ritengo che se faccio parte di una squadra (Avvocatura del Fare) con la quale ho deciso di seguire un determinato percorso è ad essa ed al mio capogruppo che devo fare riferimento mettendo da parte ogni mia velleità individuale e rifiutando proposte di carattere meramente strumentale volte a spaccare equilibri interni dei gruppi ed all’interno del Consiglio”.

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