"Non si apriranno le porte del Carcere per l’uomo che sparò il ladro che stava rubando in casa propria." Dice il difensore che sei anni dopo  una condanna del suo cliente in

iannettone luigiprimo grado a dieci anni lo vede ora assolto da questa imputazione sei anni dopo!

Capozzo Giovanni, cinquantenne di Gioia Sannitica veniva tratto a giudizio innanzi al Tribunale di S. Maria C.V. per l’omicidio di Xhepa Dashamir, uno dei componenti della banda di ladri che nella notte tra il 5 e 6 luglio 2012 faceva irruzione nell’abitazione del predetto per portare assegno l’ennesimo furto.

Il Capozzo, già vittima di altri furti, veniva svegliato nel cuore della notte da un forte rumore metallico prodotto dagli strumenti utilizzati dai ladri.

Svegliatosi, scorgeva la presenza di una persona carponi in prossimità della finestra della stanza ove dormivano i figli.

Improvvisamente veniva colpito da una forte luce, allora resosi conto di essere circondato della presenza di più ladri rientrava in casa, prendeva il fucile legalmente detenuto e sparava due colpi in aria; solo quando scorgeva la presenza di una persona sotto la quercia , che a causa del buio pesto sembrava puntagli un’arma contro ,premeva nuovamente il grilletto, sparando un terzo colpo che provocava la morte del ladro.

Per tali fatti il Capozzo veniva condannato per omicidio volontario in primo grado dal Gup del Tribunale di S. Maria C.V. alla pena di anni 10 di reclusione

Stamane la III sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli in pieno accoglimento della tesi sostenuta dal collegio difensivo del Capozzo, rappresentato dagli Avv.ti Luigi Iannettone e Ercole Di Baia, in riforma della sentenza di primo grado ,assolveva il predetto dall’accusa di omicidio volontario, riqualificando il fatto in eccesso colposo di legittima difesa e rideterminando la pena in anni 2 e mesi 4 di reclusione.

Grande vittoria della difesa, in quanto in caso di approvazione della nuova legge sulla legittima difesa, l’eccesso colposo di legittima difesa in violazione di domicilio escluderebbe totalmente la punibilità del fatto.

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