Da tempo il Collegio dei revisori dei conti è sostanzialmente spaccato ed esprime pareri diametralmente opposti sui documenti contabili del nostro

pagliaro giovanni2pagliaro giovannicomune. Una situazione particolarmente delicata, che denota l’incapacità dell’Amministrazione Pacifico di affrontare seriamente- nell’alveo della legge- la situazione di grave squilibrio nella quale versa il bilancio comunale.

L’organo collegiale- come si sa- esprime decisioni in forma unitaria, tendenzialmente all’unanimità o, nel caso di divergenza, a maggioranza. Il dissenso di uno dei revisori, il dott. Gennaro D’Ambrosio, è sempre adeguatamente motivato e supportato anche sotto il profilo documentale.

Un dissenso che si basa su valutazioni oggettive, non confutate e che l’AMBC condivide.

Sugli ultimi due provvedimenti, quello relativo alla salvaguardia degli equilibri di bilancio e assestamento generale e quello attinente il riconoscimento di altri ingenti debiti fuori bilancio, ambedue approvati nell’ultimo consiglio del <verbale farlocco>, il revisore dott. D’Ambrosio, come già aveva fatto in altre circostanze, ha espresso parere negativo, motivato e documentato.

A determinare il parere negativo è soprattutto il ricorso sistematico ed ingente del comune di Mondragone all’anticipazione di cassa (senza questo debito che non si riesce più a saldare a fine anno e che, quindi, è senza soluzione di continuità, non si potrebbero pagare neppure gli stipendi ai dipendenti) e la cronica carenza di liquidità che rende impossibile ripristinare l’equilibrio di cassa.

Il revisore D’Ambrosio riconosce all’amministrazione qualche piccolo tentativo di miglioramento, ritenuto però assolutamente insufficiente per riequilibrare un bilancio avviato sempre di più verso il dissesto.

Su questi due argomenti il presidente del collegio, il dott. Alfredo Trabucco, ha invece dato il proprio parere favorevole e, verificatasi la parità di voti, uno a favore ed uno contro (il terzo revisore era assente per motivi familiari), ha fatto prevalere il suo voto di presidente.

A tal proposito, riportiamo quanto stabilito con Circolare Vademecum del MEF per la revisione amministrativo contabile degli Enti Pubblici dell’aprile 2017: <(…) nel caso in cui, per temporanea assenza di uno dei componenti, alla riunione del Collegio risultino presenti solamente due revisori in posizione divergente rispetto all’esito delle verifiche effettuate, tale per cui non sia possibile giungere alla formazione di una decisione a maggioranza sul punto in questione, sarà opportuno rinviare ad altra seduta la decisione in oggetto, in modo da garantire che l’esito finale sia comunque condiviso dalla maggioranza del collegio (…)> (pag. 21).

L’AMBC segnalerà il comportamento dell’organo di revisione e, soprattutto, il disastro del bilancio comunale alla Procura della Corte dei Conti. Sul lavoro dei revisori ancora una volta dobbiamo però amaramente constatare il silenzio assordante del Consiglio.

Sui buchi di bilancio, che chiamano in causa le responsabilità di tutti coloro che hanno amministrato dal 2000 in poi, non c’è maggioranza e minoranza, ma vi è un solo unico gruppo consiliare, il <Gruppo di Mario>. Questa volta, <a microfono spento>, non si è sentita neppure la voce dell’innocenza della <consigliera censurata>, la quale con sorprendente determinazione aveva avuto il coraggio di dire in pieno Consiglio <pane al pane e vino al vino>, ovvero che le responsabilità del disastro della Cantarella sono oggettivamente dell’ex sindaco Ugo Alfredo Conte (da distribuire in quota parte con altri, ovviamente). Anche se la coraggiosa consigliera censurata avrebbe potuto proporre, sulla Cantarella come sulla transazione Covim, qualche iniziativa istituzionale per non lasciare impuniti i responsabili di tali disastri. Ma, volendo, c’è sempre tempo.”

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