Avv. CERALDI - Caro Ingegnere, come da intese, sono a richiederTi la famosa intervista sul PUC. Come avrai certamente rilevato, ho fatto passare qualche settimana per verificare se, a seguito dell’ultimo articolo, ci fossero novità ma a parte eventuali tue missive, non so se indirizzate all’UTC e/o all’amministrazione, di cui si parla ma

martulloing1delle quali ovviamente sconosco il contenuto e l’effettiva esistenza, mi pare non ci siano novità?

Ing. MARTULLO
Caro Enzo, in effetti in queste scorse settimane è intercorso uno scambio di note tra me e l’Amministrazione. Nello specifico, le mie note sono state indirizzate all’UTC che, per il tramite del RUP, mi aveva inizialmente richiesto la disponibilità ad una “rielaborazione del Puc”, a seguito delle vicende ormai ben note che ne hanno comportato l’annullamento.
Nella prima lettera di riscontro, pur sottolineando la mia convinzione sulla correttezza del PUC da me redatto, mi dichiaravo disponibile ad un discorso di collaborazione, al solo fine di una risoluzione della incresciosa problematica creatasi. Nella stessa chiedevo altresì un chiarimento che ritengo di fondamentale importanza, ovvero se l’ intervento a farsi consistesse in una “rielaborazione” del PUC (così come indicato nell’oggetto della nota del RUP) oppure in un semplice “ridimensionamento”, come peraltro indicato dallo stesso DICEA nella relazione.

 

La differenza tra rielaborazione e ridimensionamento è la questione principale, dalla quale non si può prescindere, in quanto, se l’unico problema di questo Puc “fosse” il numero di alloggi in esubero, come indicato dal DICEA, non si comprende la motivazione di una sua integrale rielaborazione, che, naturalmente, presupporrebbe nuove scelte progettuali che potrebbero andare a modificare anche zone omogenee diverse da quelle “B” e “C”. Anche nelle mie successive note insistevo nel chiedere chiarezza sulla tipologia di intervento richiestami e sui criteri tecnici da rispettare per poter procedere.

Purtroppo tale chiarimento non mi è mai stato fornito.
In tutte le note di riscontro a quelle del RUP, ho sempre dichiarato la mia massima disponibilità a ridurre gli alloggi, pur richiedendo che mi venissero indicati, dall’Amministrazione sia il numero degli stessi da eliminare, sia i criteri da utilizzare, indicazioni di esclusiva competenza della Stessa.

Ti sottolineo che la mia disponibilità a rivedere un lavoro che io reputo corretto, come peraltro dimostrato da tutte le attestazioni favorevoli di Enti sovracomunali coinvolti nel procedimento di approvazione, nasce esclusivamente dal mio interesse a fornire al nostro territorio uno strumento urbanistico efficace ed importante per il suo sviluppo edilizio e produttivo.

Tornando ai criteri per il ridimensionamento, vorrei evidenziare che, a seguito delle mie controdeduzioni alla relazione DICEA, l’UTC, con una relazione che non mi è stata trasmessa, ha rappresentato che ai fini del dimensionamento del Puc non esiste una metodologia consolidata, né una norma regionale o nazionale che imponga una metodologia specifica, e che la metodologia utilizzata da me è diversa da quella adottata dal DICEA ma, nondimeno, altrettanto valida ed efficace.

E, sempre secondo l’UTC, in base alla mia metodologia progettuale, il numero di alloggi consentito “sarebbe” comunque superato ma l’eccedenza “sarebbe” di gran lunga inferiore a quella rilevata dal DICEA, tanto da concludere che la scelta di una metodologia o dell’altra può portare a risultati anche “macroscopicamente diversi”.
Si potrebbe rilevare che il DICEA, a cui è stato dato l’incarico di verificare la rispondenza degli alloggi del Puc alle previsioni del PTCP, avrebbe dovuto prima comprendere la metodologia utilizzata dal progettista e, se valida, utilizzare la medesima per studiare il Piano, proprio per evitare di arrivare a conclusioni palesemente difformi, come accaduto.

Recentemente mi è poi pervenuta (ed è questa la novità che mi chiedevi) una nota del RUP ad oggetto: “Piano urbanistico - avvio del procedimento finalizzato all’annullamento e revoca in via di autotutela dell’incarico di progettazione-Art. 7 e ss. L.241/90.”, alla quale ho fornito le controdeduzioni richieste.

Nelle mie note, inoltre, ho anche espresso perplessità circa i tempi dettati per la rielaborazione del Puc; il RUP ha sottolineato che tali tempi sono dettati dal Consiglio Comunale, senza possibilità di discrezione dei tecnici. E’ d’obbligo, però, far notare al RUP che ogni delibera deve contenere il parere del funzionario di settore, oltre che del Segretario comunale, per evitare che un Consiglio comunale, organo competente nella programmazione della salvaguardia e dello sviluppo di un territorio, possa trovarsi ad effettuare scelte non corrette da un punto di vista tecnico.

Avv. CERALDI - Mi pare sia definitivamente tramontata l’ipotesi di un Tuo coinvolgimento in questo PUC che dovrebbe essere portato in giunta entro novanta giorni dalla data della deliberazione. O mi sbaglio?

Ing. MARTULLO – La mia risposta a questa domanda è già contenuta nella risposta che ho dato alla prima. Resto in attesa della conclusione del procedimento avviato e poi ti saprò dire.

Avv. CERALDI - Non so se ho ben capito e naturalmente la domanda va a beneficio anche di quanti, come me, non avranno capito e ne vorranno sapere di più: ma durante questi novanta giorni non potrà essere rilasciata alcuna nuova concessione e/o qualsiasi altro documento inerente attività edilizia da parte del Sindaco e dell’UTC  non essendo vigente né il PUC e rispettive norme di salvaguardia e neppure il PRG?

Ing. MARTULLO - L’annullamento del PRG vigente è stata decisa per scongiurare il pericolo che, durante la rielaborazione del PUC, possano avvenire variazioni volumetriche per il rilascio di nuovi permessi di costruire. E’ stato, pertanto, ritenuto opportuno annullare anche il PRG vigente, declassando, così, il territorio comunale a “zona bianca”, zona, cioè, priva di strumentazione urbanistica, nella quale potranno essere eseguiti solo lavori di manutenzione, di ristrutturazione e di consolidamento statico, nonché i lavori consentiti dal Piano casa.

Avv. CERALDI - Possiamo finalmente fare chiarezza sulle somme da te incassate ed ancora da incassare per l’attività professionale svolta?

Ing. MARTULLO - Nel 1985 fui redattore della Variante generale al PRG, che fu approvata dalla Provincia ma, nella fase d’esame delle controdeduzioni, fu inviata, dalla Maggioranza dell’epoca, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di S. Maria C.V.
   

Nel 1995 la Procura restituì, con lievi prescrizioni, la Variante di cui sopra, non essendo stati individuati abusi.

Come da procedura dell’epoca, essa fu riportata all’esame del Consiglio comunale che, però, la dichiarò obsoleta e l’annullò, avviando la procedura per la stesura di un nuovo PRG, divenuto successivamente Puc (Piano urbanistico comunale). Dopo pochi mesi, (1995) mi fu conferito incarico per la redazione dello stesso con l’accordo tacito che per la variante non mi sarebbe stato corrisposto né l’onorario né le spese.
   

Per il nuovo Puc lo Scrivente ha prodotto, nel corso degli anni, ben tre stesure. Le prime due sono state portate avanti fino a qualche mese prima delle elezioni amministrative e poi abbandonate dalle Amministrazioni elette.

La terza stesura, invece, ha ottenuto gli otto pareri degli Enti sovracomunali, che sono stati tutti favorevoli, e conseguenzialmente fu approvata dal Consiglio comunale con delibera 1/2017.

I pareri di cui trattasi sono i seguenti:
o    Dich. di coerenza al PTCP della Provincia di Caserta-determ. n. 36/q/15;
o    Parere di compatib.  G. Civ. art 89 DPR 380/01 e LR 9/83 delle prev. urban. con le condiz. geomorf. del territ. Com. di Carinola. prot. n. 162659 del 06/03/2014
o    Parere dell’Aut. di bacino dei fiumi Liri-Garigliano e Volturno della Provincia di Casera. Parere prot. n. 9398 del 18/12/2015.
o    Parere dell’Asl Caserta Dipartimento di prevenzione u.o.p.c.a5.
o    Parere prot. 124132/uopc2340 del 07/05/2016.
o    Parere Soprint. belle arti e paesaggio per le Province di Caserta e Benevento. Parere prot. n. 1870 del 11/02/2016
o    Parere della Soprint. archeol. belle arti e paesaggio per le Prov. di Caserta e Benevento. Parere prot. n. 3 del 16/08/2016
o    Parere sulla VIA della Giunta reg. della Campania – Direzione generale per l’ambiente e l’ecosistema-UOD (unità operativa dirigenziale valutazioni ambientali) Parere prot. 511783 del 26/07/2016
o    Parere VAS rilasciato dall’Ufficio omonimo.

Il primo dei pareri di cui sopra è quello che attesta la coerenza del PUC al PTCP. E’ infatti la Provincia l’Ente deputato ad accertare questo importantissimo requisito.

Del copioso lavoro conservo ancora i lucidi della variante generale al PRG e i file in formato pdf delle ultime tre, che fortunatamente hanno supporti, campiture e soluzioni molto diverse tra loro sicché, volendo, ne potrebbe essere valutata l’autenticità.

Ho, inoltre, elaborato il RUEC (Regolamento urbanistico ed edilizio comunale), la VAS (Valutazione ambientale strategica) e la VINCA (Valutazione d’incidenza appropriata), queste ultime entrambe approvate favorevolmente, la prima dalla Regione Campania, la seconda dall’Ufficio omonimo; esse non erano comprese nell’incarico originario ma, per estensione dello stesso, sono state ritenute inglobate in esso, senza che, da parte mia, vi fossero state pretese di ulteriori onorari.

Considerando che il lavoro da me svolto è consistito in:
•    elaborazione di due stesure del PRG, non portate poi in Consiglio dall’Amministrazione;

•    elaborazione dell’ultima stesura del PRG, diventato Puc e del RUEC, con elaborazione di VAS e VIA, sottoposte all’esame di tutti gli Enti sovracomunali competenti ad esprimere i pareri di competenza, che risultano tutti acquisti favorevolmente a testimonianza della correttezza del lavoro eseguito.

Le somme che mi sono state corrisposte sino ad oggi sono inferiori alla metà della cifra dovutami per parcella, escludendo, naturalmente, le stesure abbandonate. Non va dimenticato che una progettazione complessa come quella ad un PUC comporta tempi lunghi e, di conseguenza, la necessità di impiegare notevoli risorse. Ti consiglio, comunque, di accedere agli atti e chiedere attestato ufficiale. Garantisco, sin da questo momento, il mio assenso al rilascio.

Avv. CERALDI - Dire, da parte tua, che la ragione dell’annullamento starebbe nella fine di un’amministrazione e l’inizio di un’altra con conseguente “traghettamento “ dello strumento urbanistico sembra , alla luce del fatto che gran parte della precedente amministrazione si ritrova in maggioranza anche nell’amministrazione attuale con pochissime novità, piuttosto restrittivo, può essere più preciso?

Ing. MARTULLO – Nell’arte del governare vale ( o dovrebbe valere) la regola della “continuità amministrativa”. Non è stato così per le due Amministrazioni di Carinola che si sono di recente succedute e che si sono trovate a gestire il Puc, che è lo strumento principe per un territorio in quanto ne controlla lo sviluppo e ne tutela le bellezze paesaggistiche, quelle architettoniche e le fragilità in genere, proponendo, nel contempo, uno sviluppo ordinato, nel rispetto di tutte le normative vigenti.

L’Amministrazione attuale, nonostante, come tu giustamente osservi, non sia cambiata tanto nelle persone, rispetto alla precedente, è però cambiata nell’assetto e ciò ha prodotto una ridefinizione radicale degli equilibri interni.

Vorrei concludere sottolineando che, a mio parere, resta di fondamentale importanza capire perché un Puc regolarmente adottato, munito di tutti i pareri previsti per legge, pubblicato sulle pagine web del Comune di Carinola, senza un apparente motivo venga poi sottoposto ad una verifica da parte della stessa Amministrazione che l’ha approvato, e perché Questa decida poi di annullarlo senza prima procedere ad un arbitrato e basandosi, invece, su un semplice parere pro veritate dei tecnici del DICEA.

Quello del DICEA, infatti, è un gruppo di lavoro composto da professionisti che, seppur molto autorevoli, hanno pari dignità professionale rispetto alla mia, e che, di fatto, non rappresentano un organo sovraordinato.

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