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POLITICA

ING.D.MARTULLO:IL PUC DI CARINOLA COME LA TELA DI PENELOPE

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E’ il momento di fare qualche riflessione su quanto sta accadendo al Piano Urbanistico Comunale (PUC) di Carinola, che sembra essere diventato l’argomento su cui tutti dicono la loro, nonostante parlarne sia complicato anche per un esperto.

martulloing1Dobbiamo dare atto agli Amministratori di Carinola degli ultimi trentacinque anni che conoscono bene, e stanno applicando meglio, il sotterfugio ideato da Penelope, moglie di Ulisse, che, per evitare di sposare uno dei Proci, si impegnò a farlo al completamento del sudario che stava tessendo per il suocero Laerte e, furbamente, disfaceva di notte la tela che aveva tessuto di giorno.

Ebbene, Carinola sembra essere divenuta una seconda Itaca, con la Sua Penelope (l’Amministrazione) e la Sua tela (il PUC). Dell’obiettivo di Penelope ne abbiamo appena parlato e se ne conosce l’epilogo, di quello dell’Amministrazione, invece, possiamo dire che esso sembra consistere nel tenere accesa la speranza dei cittadini penalizzati dalle scelte di Piano, così che continuino ad osannare i loro politici di riferimento in attesa della successiva stesura, che sarà possibile solo se si annulla la precedente. Per ben due legislature antecedenti l’ultima, esclusa quella interrotta, infatti, ben due stesure del PUC (in itinere) sono state protratte fino alla partenza della macchina elettorale e sono state, poi, abbandonate e riprese appena dopo. Dell’ultima di queste esistono i file e copie cartacee, complete delle firme di almeno sei consiglieri. E questo perché non fu possibile utilizzare i file come base per la successiva stesura (il PUC attuale tenuto nel limbo), avendo la Regione prescritto di utilizzare la Sua cartografia affinché fosse possibile un futuro collage dei PUC di tutti i Comuni della Regione.

Forse il motivo per cui nessuna delle nuove Amministrazione completi mai quanto è stato fatto dalle precedenti sta nel fatto che, con esse, varia l’asse politico, sicché appare quasi normale che venga disfatto quanto più possibile del passato, esattamente come per la tela di Penelope. Probabilmente, per un Piano Urbanistico questa problematica si manifesta in modo ancora più evidente perché è normale che, con l’avvicinarsi delle elezioni, vada riacceso, nei cittadini penalizzati dal disegno della stesura già pronta, la speranza di un miglioramento.

Presumibilmente, per l’ultima stesura l’Amministrazione si è vista costretta ad apportare varianti all’iter procedurale di rito a causa dell’entrata in vigore del Regolamento regionale n. 5/2011 e dell’approvazione del PTCP (Piano territoriale di coordinamento provinciale): il primo, infatti, ha fissato l’esatta procedura per la pubblicità dei PUC, il secondo ha imposto scadenze per le loro approvazioni (poi prorogate).

Grazie, o a causa, di quanto sopra, poco prima delle elezioni amministrative del 2016, il PUC era già munito dei seguenti otto pareri, rilasciati, come per legge, dagli Enti Istituzionali, tutti favorevoli:

  1. 1)Dichiarazione di coerenza al PTCP della Provincia di Caserta-determ. n. 36/q /15;
  2. 2)Parere di compatibilità del Genio Civile di Caserta -art 89 del DPR 380/2001 e L. R. 9/83 delle previsioni urbanistiche con le condizioni geomorfologiche del territorio del Com. di Carinola. Parere prot. n. 162659 del 06/03/2014
  3. 3)Parere dell’ Aut. di bacino dei fiumi Liri-Garigliano e Volturno della Provincia di Casera. Parere prot. n. 9398 del 18/12/2015.
  4. 4)Parere dell’Asl Caserta Dipartimento di prevenzione u.o.p.c.a5.

Parere prot. 124132/uopc2340 del 07/05/2016.

  1. 5)Parere della Soprint. belle arti e paesaggio per le Province di Caserta e Benevento.

Parere prot. n. 1870 del 11/02/2016

  1. 6)Parere della Soprint. archeol. belle arti e paesaggio per le Prov. di Caserta e Benevento. Parere prot. n. 3 del 16/08/2016
  2. 7)Parere sulla VIA della Giunta regionale della Campania – Direzione generale per l’ambiente e l’ecosistema-UOD (unità operativa dirigenziale valutazioni ambientali)

Parere prot. 511783 del 26/07/2016

  1. 8)Parere VAS rilasciato dall’Ufficio omonimo.

L’approvazione del PUC da parte dell’Amministrazione era divenuta, pertanto, inevitabile; se non lo avesse fatto, sarebbe stata accusata di danni erariali, danni che il Sindaco precedente aveva già provato a scaricare su altri, nonostante l’errore nella trasmissione della VIA (Valutazione di incidenza appropriata) fosse stato commesso dal funzionario RUP da Lui Stesso selezionato e assunto.

Nonostante l’avvenuta approvazione in Consiglio dell’attuale PUC, però, anche questa volta l’Amministrazione ha ritenuto che la tela fosse da disfare per avviare la stesura di un nuovo PUC. Ha, pertanto, disconosciuto totalmente quanto attestato dagli Enti istituzionali e, basandosi su due semplicistici pareri pro-veritate, che la moderna giurisprudenza ritiene meri atti di chiarimento, ha revocato, in autotutela, la delibera di approvazione n.1/2017. E ciò, nonostante Le sia stato fatto notare che: la superficie indicata nel parere per le zone B è maggiore di quella effettiva; che questa va ulteriormente decurtata delle zone sature; che gli alloggi sono stati conteggiati ritenendo che le zone B fossero destinate solo ad unità abitative e non anche ad altre diciotto destinazioni d’uso.

Si ritiene, a questo punto, opportuno fare anche un excursus storico del periodo che va dal 1982 (anno di approvazione del PRG vigente) all’avvio del nuovo PRG, trasformato successivamente in PUC. Nell’anno 1982 fu approvato il PRG vigente; nel 1983 fu conferito incarico per una variante generale allo stesso. Nel 1985 tale variante fu adottata, seguì il suo iter, fu approvata dalla Provincia e arrivò in Consiglio Comunale per le controdeduzioni. In quella sede la discussione degenerò, e la maggioranza, depistata dalla minoranza, deliberò di inviare la variante generale alla Procura della Repubblica affinché accertasse eventuali abusi. Dopo otto anni, nel 1993, la Procura della Repubblica restituì la variante generale, senza prescrizioni, perché non furono riscontrate illegittimità e, nel 1995, essa fu riportata in Consiglio comunale per la definitiva presa d’atto. Ritenendola, però, ormai obsoleta, il Consiglio deliberò di bocciarla e di avviare la stesura di un nuovo PRG. La tela tessuta in dodici anni fu disfatta in una serata. Si poté, quindi, ricominciare a tessere. Del prosieguo abbiamo già parlato.

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