arcadis1Sta piovendo a dirotto e non so da quante ore, fatto sta che, venendo da Napoli, ho percorso stasera, come se l'auto fosse un  battello, la provinciale 77, per intenderci, quella che dall'Appia porta a S.Donato e prosegue fino al bivio, che a partire dalla curva,

come sempre, era allagata almeno dieci centimetri sopra il manto stradale, i fossi laterali, come non ci fossero e ci si aggiunge l'acqua dai fondi laterali, specie quelli posti ad un livello superiore rispetto al piano viabile. Raggiunta la provinciale 44, cioè quella che viene da Ventaroli, è come se  avessi cominciato la navigazione in un fiume  controcorrente! Cerco di immaginare cosa starà accadendo sulla Grancelsa e faccio tanti scongiuri! Tra nsessanta giorni, più o meno, si dovrà  percorrere questa strada per raggiungere con la Sacra Immagine il famoso Santuario. Ho saputo che Don Carlo Zampi ha protocollato un suo scritto al Municipio, scritto che qualcuno mi dice riguarda proprio la Grancelsa. Lo chiamo al telefono e gli chiedo il contenuto. Lui, come sempre essenziale, mi riferisce che ha voluto semplicemente far presente la situazione disastrosa di questa strada, chiedendo ovviamente un intervento immediato o comunque precedente la "Festa di Maggio"!

"Temete di non poter celebrare la processione?" Gli chiedo.

E lui:"La processione si farà in qualunque caso!" Mi risponde,  sottintendendo quindi che anche se non ci dovesse essere  alcun intervento da parte delle Autorità.

Ma non mi fermo alla telefonata e passo all'Ufficio Tecnico dove chiedo al Responsabile Ing. Antonio Menditto se è a conoscenza di questa lettera di don Carlo.

Lui mi risponde che ha già fatto una sorta di preventivo di massima per gli interventi a farsi, almeno i più urgenti per rimettere un po in sesto questa arteria comunale sulla quale un tempo si diceva, come mi ha ricordato una casanovese doc, fosse  la "Tela di Penelope". Debbo dire, però che la mia interlocutrice poteva  riferirsi, credo, solo al susseguirsi degli eventi, ché non si fa in tempo a ripararla che già si sgretola di nuovo! Perchè, per il resto, a differenza di questa, che si fa a ministero ed opera delle amministrazioni e si disfà a ministero ed opera delle acque piovane, (o dell'uomo?), quella invece era la stessa Penelope a farla ed a disfarla! Ma, diciamo la verità: da quanti anni non ci si mette mano ? Ovviamente mi riferisco alla parte "non urbana" di via Grancelsa! Mentre parlavo con l'ingegnere Antonio Menditto giungeva il sindaco De Risi che mi diceva:"Bisognerà rimetterla in sesto e subito, bisogna trovare i soldi per farlo, in ogni caso!La verità è che è una strada ricavata in un fosso di maltempo e che l'acqua che viene giù scorre ad una velocità incredibile determinata dalla pendenza!Ci vorrebbero dei canali laterali ed invece in alcune parti ci sono addirittura muretti laterali!""Ma non c'è un canalone che fiancheggia la strada? A me pare di si!" Ribatto. E lui:"Sì ma solo in un breve tratto, quello più in alto! Poi via, via scompare. In poche parole non è facile risolvere in toto il problema, e subito!" Ma intanto nella notte tra il 31 ottobre scorso ed il 1°Novembre ci fu il famoso nubifragio con frane ed allagamenti. Arrivarono, nonostante il giorno festivo, ben due geologi della Arcadis per la S.O.R.U. (Sala Operatica della Regione),  tecnici della Regione Campania. Ci fu anche un verbale sulla situazione. Ma da allora cosa è stato fatto? Intanto don Carlo Zampi, a conclusione della telefonata, mi diceva:"Ma lo sanno al Comune che all'ingresso della strada di S.Francesco da tre giorni c'è una gigantesca perdita d'acqua, acqua potabile, acque della conduttura comunale, che fuoriesce  e zampilla in alto!" Tra me e me penso:"Un'altra tela di Penelope!"

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