Milioni di persone il 15 marzo scorso hanno preso parte in tutto il mondo a cortei per il Global Strike For Future contro le mancate politiche per fermare i cambiamenti climatici e per dare un segnale ai politici: è ora di svegliarsi, di fare

qualcosa per l’ambiente. Ambiente che non connota l’azione di governo di Mondragone. Eppure, come ci ammonisce il nostro amico Giampaolo Romano, saranno proprio politiche ambientali efficaci a salvarci (forse) a livello planetario come su scala locale. Molti comuni italiani, tuttavia, rappresentano una vera e propria eccellenza per quanto riguarda- per esempio-  la sostenibilità energetica e ambientale. Tempo addietro il Foglio, https://www.ilfoglio.it/, ha “censito” alcune buone pratiche.

Nel 2017 Assisi ha aderito a #DivestItaly, http://www.divestitaly.org/,   impegnandosi a non investire più soldi nelle fonti fossili. Per esempio: si stanno riqualificando una scuola e una palestra e saranno adottate solo soluzioni a risparmio energetico; la pubblica illuminazione sarà tutta a led; per la polizia urbana si sceglieranno soltanto auto ibride ed elettriche e partirà a breve un bando per incentivare l’acquisto di auto e bici elettriche.

Un altro tassello nella strategia di Assisi è la raccolta differenziata spinta, con il porta a porta avanzato che ha segnato un aumento del 12 per cento e il 4 ottobre scorso il comune ha firmato un protocollo d’intesa col ministro dell’Ambiente Costa, in cui ci si impegna a liberare la città dalla plastica, stimolando un minor consumo dell’usa e getta, ma anche coinvolgendo alberghi e ristoranti per ridurre l’uso dell’acqua in plastica.

Dall’Umbria alla Liguria: a Celle Ligure (SV) il comune fin dal 2007 ha costruito diversi impianti di fotovoltaico (uno sul tetto del palazzetto dello sport e uno sulle tribune del campo sportivo) e sono stati realizzati alcuni interventi fotovoltaici minori sui tetti delle scuole e su un parcheggio, con una produzione che viene commercializzata con l’Enel.

L’obiettivo è di ridurre le emissioni di CO2 causate dalla combustione per la produzione termoelettrica, oltre ad avere un notevole risparmio sui consumi grazie ad edifici in grado di auto sostenersi. Il report del quotidiano fondato da Giuliano Ferrara passava poi al comune di Berbenno di Valtellina (SO) ove fin dagli anni novanta ci si è dotati di una centrale elettrica integrata all’acquedotto.

Un iter molto innovativo per l’epoca, che garantì al comune importanti risorse economiche. I ricavi ottenuti dalla produzione energetica e dalla conseguente vendita sia dei certificati verdi che dell’energia prodotta in eccesso, ceduta a Enel distribuzione, hanno permesso di ripagare senza problemi le rate del mutuo. I ricavi annuali rientrano quasi completamente nelle casse comunali e vengono utilizzati per realizzare opere a beneficio della collettività, quali rifacimento marciapiedi, parcheggi, recupero di strutture e altri investimenti di tipo energetico.

Più a nord si va, sottolineava la ricerca del Foglio (fatta in collaborazione con l’ANCI), più si incontrano eccellenze: a Primiero San Martino di Castrozza (TN) nel 1902  quattro dei sei comuni della valle crearono una centrale elettrica da 5 milioni di kw, poi l’azienda è cresciuta e ha rilevato le centrali ex Enel della zona e oggi produce circa 400 milioni di kilowattora, 8-9 volte il fabbisogno della valle, che si riesce a vendere, oltre a realizzare utili che poi vengono reinvestiti nel territorio.

Così dal 2002 sono nate due centrali di teleriscaldamento che bruciano gli scarti del legno e riscaldano il 97% delle case. In pratica si può dire che non ci sono camini che fumano. Ma anche al sud non si scherza, sottolineava il quotidiano diretto da Cerasa. A Mola di Bari nel 2016 ha preso l’avvio il progetto di un ecovillaggio a idrogeno per la realizzazione di impianti che abbiano la caratteristica di essere 100% rinnovabili ad emissioni zero, di scambio, fra produttori e consumatori al medesimo tempo, di energia.

Il villaggio sarà costruito d’intesa con la Fondazione H2U (che si occupa di uso e applicazioni dell’idrogeno) e col Politecnico di Bari. L’AMBC in attesa che cambino le politiche e prima ancora i “politici” può solo continuare a fare Politica criticando costruttivamente, proponendo idee e progetti, segnalando opportunità e restando a disposizione.

Oggi segnaliamo che stanno per arrivare gli incentivi per gli interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile (art. 30 del D.L. 34/2019) e che Mondragone se si attiva potrebbe beneficiare di 130mila euro.

 

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