E’ uno strano rapporto quello che passa  tra,  la consigliera Rosa Di  Maio e  le delibere di Giunta e di Consiglio Comunale. Un rapporto che innesca i sintomi di una

russo antoine sindaco18 sindrome tutta da indagare, tra i cui tratti distintivi , tuttavia, emergono gli elementi della smemoratezza e della bugia.

Un mix esplosivo che, a sua volta, produce l' effetto di addebitare ad altri tendenze, abitudini e preferenze che, invero, sono plasticamente riscontrabili negli atteggiamenti che caratterizzano gli approcci della consigliera Di Maio ai temi politici-amministrativi e al dibattito che ne deriva.

Esemplare , a tale proposito è l' affermazione della consigliera Di Maio con la quale fa sapere di irritarsi di fronte alla falsità.

Una dichiarazione che dimostra come la consigliera Di Maio abbia dimenticato di aver, solo qualche giorno fa, pubblicamente, falsamente dato per esistente  ed  addirittura  provvista  del  suo personale  voto,  una delibera di Giunta (quella del Forum dei giovani professionisti) in realtà mai adottata in giunta bensì deliberata in consiglio e per di più in assenza della consigliera Di Maio.

Allo stesso modo, sfuggono alla consigliera Di Maio, al  consigliere  Giacca ed al consigliere  Nardelli,  il  contenuto  delle  delibere  approvate  anche  con il loro voto, mi riferisco alla delibera n.  17  del  23  maggio  2018  che  al punto d) recita testualmente : "solo qualora l'ente si sia avvalso di deliberare le aliquote o tariffe nella misura massima prevista e abbia provveduto alla alienazione dei beni patrimoniali disponibili  non indispensabili per i suoi fini istituzionali e alla rideterminazione della pianta organica  ai sensi  dell' art. 259 comma  6 del TUEL, può accedere  ad un apposito fondo di rotazione all'uopo istituito”, ed il contenuto della delibera di consiglio comunale n.26 del 20.08.2018 con la quale si prende atto di tutto quanto contenuto nella delibera 17 del 23.05.2018 ed al punto g) recita testualmente: ”può procedere  all’assunzione di mutui per la copertura di debiti fuori bilancio riferiti a spese di investimento in deroga ai limiti di cui all’art. 204, co.1, previsti dalla legislazione vigente, nonché accedere al fondo di rotazione per assicurare la stabilità finanziaria degli enti locali di cui all’art.243 ter a condizione che si sia avvalso della facoltà di deliberare le aliquote o tariffe nella misura massima prevista dalla lett. A, che abbia previsto l’impegno ad alienare i beni patrimoniali disponibili non indispensabili per i fini istituzionali dell’Ente e che abbia provveduto alla rideterminazione della dotazione organica ai sensi dell’art.259 co.6 fermo restando che la stessa non può essere variata in aumento  per la durata del piano di riequilibrio.

”Per quanto concerne invece la richiesta di chiarimenti circa la mia posizione politica e le scelte amministrative che ne sono conseguite, giova rammentare ai consiglieri Di Maio, Giacca e Nardelli che è già tutto molto trasparente, avendo io precisato metodo e motivazioni delle mie determinazioni non solo attraverso l’atto di revoca e nomina degli assessori ma soprattutto nella sede principe del dibattito politico che, fino a prova del contrario, è il consiglio comunale.

Sicché suona grottesco e irricevibile l’invito a tenere una conferenza stampa in pubblica piazza.

Se poi la volontà è quella , rispolverando una pratica del XV° secolo, di volermi sfidare a duello, i consiglieri Di Maio Giacca e Nardelli si incarichino di lanciarmi  il guanto della sfida e stiano sicuri che farò in modo di raccoglierlo, sebbene la soluzione si mostri oggettivamente anacronistica."

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