Dovevamo fare la telecronaca per "il ciuccio sulla maglia del napoli" ma visto l'esito inglorioso della nostra trasferta al San Paolo meglio non averla fatta. Finita che peggio

sanpaolo2non poteva:"che tuosseco!" ha commentato un "amico del martedì" un altro ha commentato "dolore infinito" e un altro ancora:era meglio che te stevi a casa!

A conti fatti hanno ragione tutti fatto sta che era cominciata bene per il traffico davvero scarso sulla variante della Domitiana, pensavamo di essere tra i primi ad arrivare ed invece stavano già tutti là ai distinti superiori e mancavano tre ore alla partita.

Tre  ore prima, pensavo di mettermi all'altezza del cerchio di centrocampo o quasi. Macché, manco a pensarlo. A differenza dei due amici che erano con me che si sono diretti in un settore praticamente al limite della curva A io non demordevo e mi sono fermato all’altezza della linea di centrocampo.

Poi però ho trovato una hostess pignola, che poi ha detto chiamarsi Maria Rosaria, che non mi voleva far sedere neppure nello spazio tra i seggiolini e gli scalini, spazio che alternativamente consentiva di sedere sul cemento.

Ha chiamato lo steward ma irremovibile ho pensato:"hic manebimus optime!" in parole povere: accà nun me movo!

E quella: "Ma come, non vi dispiace che i vostri due amici se ne sono andati a trovare il posto in un altro settore. Li lasciate? Hai  capito, pensavo, si preoccupa pure  dei miei amici. Com'è cara!

"Saranno loro a cercarmi,quando la partita finirà, visto che Antonio e Giacomino sono venuti con la mia auto."Ho risposto e non mi sono più mosso di là.

Oddio non mi sono certo annoiato nelle tre ore di attesa prima davano palloncini azzurri all'ingresso per una scena coreografica, poi mancava poco all'inizio quando arrivano degli energumeni veri e propri a dirci che dovevamo stare tutti seduti ed agitare i palloncini dopo averli gonfiati e poi subito dopo un ordine tassativo e a brutto muso ripetuto:"assettateve, assettateve!" cioè  sedetevi.

Nel frattempo venivamo tutti coperti da un telo gigantesco. Non chiedete cosa ci fosse scritto a chi era sotto il telo come chi scrive.

Poi altro ordine: non alzate le braccia sotto il telo e non toccatelo con le dita.

Prima di tutto questo lo stadio ha vissuto le vicende dell'olimpico prima credendo e gioendo per un fantomatico pareggio poi soffrendo per la notizia del gol di Dybala , ancora per la diffusione della falsa notizia dell'annullamento di questo gol ed infine andando in breve "coma sportivo" per la definitiva certezza della vittoria dell'odiata rivale!

Molto di questo lo vivrete col brevissimo video qui sotto. Il resto, la partita, sapete tutto , inutile soffrire ancora. Siamo andati via prima che finisse, tanto è stato lo sconforto, non abbiamo neppure visto il gol di Mertens nell'unico assist ricevuto da Insigne per tutta la partita. 

Sapete tutto sull'evento sportivo. Non è certo mia intenzione riaprire la piaga.

Quello che non sapete è che arrivati a Mondragone, scende Giacomino, io e Antonio proseguiamo ma, giunti in Piazza Umberto, squilla il telefono, era Giacomino che ci chiedeva di tornare da lui perché aveva lasciato il cappello nell'auto.

Torniamo da lui ma era passata la mezzanotte ed abbiamo pensato di fermarci alla pompa delle Crocelle a fare rifornimento.

Poi ci rimettiamo in macchina e dopo aver accompagnato Antonio si giunge a casa. Pensando che il capello che indossavo fosse in macchina do uno sguardo ma non c'è. Chiaro come il sole anzi come la luna visto l'orario che mi era caduto mentre facevo rifornimeto.

Torno a Mondragone a vedere? Non penso proprio. Ma sei matto! E a quell'ora?

Chiamo Antonio, penso che è ancora sveglio,  solo per raccontargli il fatto, ma è già a letto.

Mi dice: se ci vai subito puoi trovarlo altrimenti domani. . .se vuoi mi alzo, mi rivesto e ti accompagno!

Dissi istantaneamente di sì e dopo aver fatto mangiare i gatti mi metto in auto e passo a prendere Antonio, c'è anche il figliolo a farci compagnia ma prima di arrivare a casa sua e pensai ad un episodio simile capitatomi tanti anni fa.

Ero  ragazzo e frequentavo la scuola media Caio Lucilio a Sessa Aurunca e in un giorno di sciopero per tornare subito a casa e non attendere quindi  il pullman della DAV che c'era non prima di mezzogiorno mi incamminai verso l'Appia dove feci l'autostop fermo all'altezza del passaggio a livello che all'epoca c'era poco dopo l'incrocio dell'Appia con incrocio  della provinciale che porta a Sorbello. La linea ferroviaria era quella Sparanise Formia che non c'è più da un pezzo.

Un'auto si fermò e nella foga di prendere posto senza far troppo attenedere l'automobilista cortese, lasciai l'ombrello che avevo prima appoggiato vicino al passaggio a livello. Giunto a casa me ne resi conto e chiesi a mia zia Giannina di accompagnarmi per evitare un sicuro rimprovero.

Ci andammo ma non c'era più! Stanotte invece quando con Antonio all'una di notte siamo tornati a Mondragone splendeva sotto luci della stazione e proprio davanti alle colonnine il cappello che mi aspettava!

Un granellino di gioia in una giornata triste che spero non  si ripeta mai più!


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