Ecco la caccia; il piccolo Comune di Carinola ne gode e se ne bea. All'alba ci si desta salutati dal suono tonante e virile di quelle che una volta si dicevano doppiette. Eppure vi è qualche sciocco sognatore che vorrebbe addirittura abolirla, anzi va parlando perfino di tutela del territorio, di conservazione della natura, di specie protette etc, etc.;

caccia2quali stupidaggini sono mai queste? Qualcuno addirittura parla financo di una florida e diffusa esistenza del bracconaggio... Sciocchezze!

 

Meno male che a Carinola l'idea di un parco da creare o a cui aderire, si beano i "giusti" cacciatori, "stenta a decollare" e probabilmente mai decollerà.
Scusatemi e torniamo a ripiegarci nell'amara realtà delle cose.
Che succede?

Carinola non ha un territorio che ha bisogno di protezione per le sue peculiari caratteristiche? Non ha e non può offrire prodotti tipici da far conoscere? Un ambiente da valorizzare?
Certo, sono trascorsi alcuni anni dal tentativo fallito di parlare di un Parco a Carinola e dintorni, o dell'adesione al Parco Regionale di Roccamonfina-Foce del Garigliano, ma il tempo per parlarne è sempre presente. 

Molto tempo fa, infatti, si era parlato/discusso/attivamente operato di un Parco regionale siffatto; quanta paura aveva destato questa labile eventualità! Sì, sì, certo, l'istituzione, la realizzazione o l'adesione a un Parco regionale nei e sui territori carinolesi avrebbe potuto trascinarsi dietro quella cosa che si chiama "divieto di caccia", per alcuni assurda e comunque molto indigesta a qualche anima candida nostrana, che sogna un mondo immerso in una essenza filo-venatoria e nulla o poco altro.
Sappiamo bene che la realizzazione di un Parco regionale naturale a Carinola, "tabellazione" o no, recherebbe tra gli altri vantaggi (per taluni, s'intende, svantaggi), la messa al bando della caccia.

Sì, abolire la caccia e tutelare gli animali selvatici. Carinola poteva benissimo aderire al Parco Regionale di Roccamonfina-Foce del Garigliano oppure cercare una nuova esperienza amplificando le esigenze delle popolazioni locali; ma non lo si è fatto.

Ma c'è dell'altro, molto altro. Il dubbio si insinua fecondo e si fa fatica tenerlo a bada.

Questo perché nei Parchi non si va con le care "doppiette", bisogna farsene una ragione, e Carinola una ragione se l'è fatta, anzi di più. L'eventualità possibile e inopportuna, per alcuni,  è stata spazzata via.

Certo, stare a sentire quel che si blatera in giro, è proprio uno spasso. Infatti, qualche tempo fa, qualche anno fa, proprio i cacciatori hanno parlato di, sentite, sentite, "disinformazione", sottolineando che non c'è cosa peggiore della disinformazione... Ma va? E come si può dar loro torto? Anzi, sembrano affermare che cosa ben peggiore è la "falsa informazione".

Bene, una volta tanto posso dire di essere d'accordo anche con i cacciatori. Sì, il problema è proprio la disinformazione o,  peggio, la falsa informazione, le sciocchezze che si dicono e si inventano.

Il fatto è che una corretta informazione sulla ricchezza che potrebbe generare l'adesione e, successivamente, la presenza di un Parco, non avrebbe lasciato margine ad idiozie e stupidaggini, Perciò a Carinola e ai carinolesi hanno fatto capire poco o hanno fatto si che non ci capissero niente. L'indubbia valorizzazione ambientale del territorio resterà un sogno per quelli che ci tengono.
Tralasciando le amenità sulla beatificazione del valore salvifico della caccia quasi come servizio reso a difesa della biodiversità delle zone agricole che tocca (che lorda), torniamo seri e parliamo del problema qui affrontato.
Il diniego alla costituzione del Parco ha reso inutile, per noi carinolesi, tutta la discussione che ci fu sulla questione della "tabellazione; senza soffermarmi troppo in
codici e codicilli, leggi, sentenze e quant'altro, mi limiterò solo a ricordare che all'epoca, per nascondere i veri motivi del rifiuto alla costituzione del Parco, si sostenne che la presenza del Parco non avrebbe impedito comunque l'esercizio della caccia, sia pure con qualche limitazione; la questione è oggi superata dalla recente sentenza del 07.02.2017, n. 5617, con cui i giudici della III Sezione Penale della Corte di Cassazione hanno osato statuire che la Tabellazione non rappresenta un elemento costitutivo del reato di esercizio illecito della caccia negli stessi parchi di cui qui si sta parlando; dunque la mancanza di una tabellazione o, persino, la sua inadeguatezza non comportano in nessun modo  la non colpevolezza di chi commette il reato, poiché il povero cacciatore di frodo (è di questo che si tratta) non può cavarsela in alcun modo; in fondo egli sa benissimo di trovarsi in un Parco o in una Zona protetta, cosa non difficile a provarsi.


Oggi Carinola può così affogare felice nel suo Terzo Mondo ambientale, abbellito da cacciatori che fieri se ne vanno in giro, mostrando le loro armi alla faccia di quei trogloditi che parlano e sognano di un Parco, incapaci di pensare ad altro. L'aver ostacolato in tutti i modi questa opportunità (da parte di molti, con o senza doppietta), è stato per il nostro territorio, una iattura, un danno non indifferente, colmo di conseguenze negative. Certo, il Parco non è un toccasana di per sé,  ma la sua assenza ha impedito di porre un argine alle continue devastazioni che ha subito e continua a subire il nostro territorio ed ha ostacolato una possibile valorizzazione economica di tutto quanto il nostro ambiente avrebbe potuto offrire con la sua storia, con la sua arte, la sua cultura, le sue tradizioni, malamente colte e vissute.

Ma Carinola ha ben deciso di aborrire questi inutili orpelli. I suoi cittadini migliori, i cacciatori, s'intende, insieme a cittadini che, provenendo dai loro luoghi infelici (magari funestati dalla presenza di un Parco), si concentrano spesso a Carinola, continueranno a donarci il giulivo e sacro colpo di fucile che allieterà le nostre monotone mattine, private anche nell'oscuro borgo di Casanova, dal lieve suono delle campane della torre dell'orologio da tempo messe a tacere... Ma questa è un'altra storia...

Infine, per quanto riguarda noi carinolesi, con questo articolo intendo rivolgermi a tutti coloro che vogliono abolire la caccia, non per un immotivato e giustificato astio ma per l'indubbio vantaggio che la presenza di un Parco potrebbe darci.

Teniamo sempre conto di questa lontana possibilità e non molliamo la presa.

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