Sono passati ottant’anni da quando la dittatura fascista, con l’avallo della Corona e nella più completa indifferenza del popolo italiano, varò le leggi razziste. Vorrei ricordare oggi, in questo 2018, in cui ricondiamo gli ottant’anni dalle leggi razziste, e in cui troppe voci - e da troppe parti - si levano a esaltare il razzismo e l’odio verso i

edgardo olimpomigranti, che la cultura della razza, che dalla seconda metà dell’Ottocento in poi si era diffusa pervasivamente in tutti i campi del sapere, rappresentò lo scenario su cui allora fu possibile prima discriminare poi perseguitare e sterminare gli ebrei.

Che, se è vero che razzismo e antisemitismo non sono la stessa cosa, non vanno sempre insieme e possono avere radici e sviluppi diversi, è anche vero che il razzismo costituì allora - e continua a costituire - l’humus necessario per la discriminazione di ogni minoranza, di ogni gruppo percepito come straniero: dagli ebrei ai profughi che sbarcano sulle nostre coste.

Ricordiamolo, facciamone memoria, oggi nel giorno della Memoria e po sempre in qualsiasi giorno, quando vediamo che il razzismo riemerge dall’oblio in cui pensavamo fosse stato cacciato, che vuole di nuovo presentare il suo volto oscuro in tutto il mondo, e non solo in Italia. Se lasciamo che si diffonda indisturbato, se ridiamo anche una minima legittimazione alle parole di odio in cui si esprime, non ci sarà più sicurezza per nessuno di noi.

Ci sarà sempre chi sarà più bianco degli altri a rivendicare la purezza del suo sangue e della sua stirpe, dimenticando o rifiutando l’indicibile ricchezza del meticciato e del libero incontro delle culture. Le differenze sono e devono essere la nostra ricchezza.
Edgardo Olimpo
Articolo11 Promotori di Pace


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