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OPINIONI

IL BUIO OLTRE LA SIEPE LE PREZIOSE RIDICOLE E GOVERNANTI META' INCAPACI E META' LADRI

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Ho già affrontato più volte, proprio su questo sito, l'argomento degli extracomunitari presenti nei nostri paesi. Così rischio di seccare tutti i lettori con la noia che io per primo provo parlando sempre delle stesse cose, ma proprio non riesco a dissimulare una certa insofferenza pronta a sfociare in aperto

pierri dimitri33fastidio e poi intolleranza, nell'ascoltare anche da parte di persone "perbene", parole dietro le quali si cela ne più e ne meno che abietto razzismo, parole e bla bla che si avvertono e si ascoltano sovente anche da chi meno te lo aspetti. Quanto mugugnare celato da misero pietismo si leva dalle brave ed evolute persone che ci stanno intorno ed è di sicuro il peggiore atteggiamento che vi possa essere e che mai possa manifestarsi. 

La presenza di case, disponibili e vuote, che ospitano persone una parte consistente delle quali sfuggite alla tortura da parte di mercanti di esseri umani, scampate alla fame, alla guerra e alla morte, su di un vecchio e malandato barcone o, peggio, su di un precario gommone, "mezzi di trasporto" spesso sfasciati, al momento di andare via, dagli stessi criminali scafisti, genera tanta insofferenza. Il solo fatto di dare un aiuto o del cibo a coloro che sono presenti, temporaneamente, in queste case vuote, il fatto che qualcuno si rechi a pulire tali ambienti, genera malumore e ribellioni a volte silenziose e il più delle volte ornate financo di una parvenza di ragionamento e di balordo buonsenso e snobismo, sì da coprire inutilmente la vergogna, la viscida xenofobia che le investe ma che è difficile da riconoscere o da ammettere da parte di chi ne è portatore. 

Beninteso, ahimè non si tratta di un problema locale; gli stupidi di cui sopra non sono solo quelli nostrani. Certo, molti parlano di "IUS SOLI", senza conoscere non già il latino (non chiedo tanto) ma nemmeno il significato del termine; ma che importa, fa tanto chic parlarne a vanvera, a partire dall'innominabile capo politico che tanto seguito ha in tutto il paese, e forse nemmeno lui se lo sarebbe mai aspettato; il suo verbo si nutre di un vuoto atavico che, bisogna pur ammetterlo, è affascinante da osservare, non essendosi mai vista tanta stupidità e imbecillità accumularsi insieme, e molti, intrisi del medesimo vuoto, non provano vergogna a seguirlo. Una delle ultime uscite, per mai smentirsi, riguarda le viscide parole vomitate contro il Presidente della Repubblica che ha osato paragonare i minatori italiani tragicamente morti nel 1956 nella miniera di carbone a Marcinelle in Belgio a quegli "sporchi negri" morti affogati nelle acque del suo Mediterraneo, lordandoglielo... 

Messe da parte le miserie umane, cerchiamo di approfondire la cosa con sguardo più attento e consapevole. 

Avvicinarsi e aiutare coloro che hanno lasciato il loro mondo dietro di sé non è cosa semplice da fare. 

La loro vita, tutta la loro esistenza, è alle loro spalle, come la morte che più volte hanno sfiorato e a volte, magari, hanno cercato, per fuggire alla guerra o all'impossibilità di poter avere un futuro. Questo ha fatto sì che subissero torture, ricatti e molto altro prima di mettere a repentaglio la loro vita sfidando l'ignoto del mare, per poter incontrare quella parvenza di vita che sperano di trovare; chiedono aiuto e invece trovano, nella migliore ipotesi, indifferenza, borbottii,  vere e proprie proteste, ribellioni, ma da parte di chi? Spesso proprio da parte dei quivis de populo nostrani dai quali meno te lo aspetteresti. Eppure, silenziose, forse troppo, non poche persone aprono le braccia a quelle venute dal mare, dando loro un aiuto, insegnando i primi rudimenti di una lingua e quanto possa servire per quanto possono dare. 

Scansando i vari razzistucoli locali e i soliti intolleranti per hobby, perché non si cerca invece di affrontare la cosa in modo costruttivo e trovare soluzioni concrete? Ad esempio, si potrebbe chiedere a questi ragazzi, uomini e donne, un aiuto nel gestire e nel salvaguardare il territorio, sovente in rovina, che li ha accolti, dal momento che, pare, non siamo in grado di farlo da soli. 

Ma non è solo questo il problema. L'atteggiamento da "Les précieuses ridicules" ("Le preziose ridicole" di molieriana memoria, che molte "dame" dei nostri ameni luoghi rivestono con sconcertante e sorprendente abilità e scioltezza) non è l'unico punto. La totale assenza della benché minima idea sul futuro da assicurare a questi ragazzi venuti dalla guerra e dalla mancanza appunto di futuro, è il vero problema. Tutto sembra arrestarsi al saluto che alcuni, pochi, fanno loro, ricevendone in cambio un sorriso e una grata risposta, e allo sguardo idiota che molti altri, i più, riservano loro pieno di quanto di peggio possa esservi.

Invece, stante i nostri problemi di natalità, avremmo un gran bisogno di loro e dovremmo fare di tutto per favorirne un pieno inserimento nella nostra cadente società agonizzante. Pare, invece, che l'unico e insormontabile problema sia quello di stabilire fin dove possano spingersi le navi per salvarli, se si possano superare o meno le acque territoriali e quale sia il punto oltre il quale sia giusto lasciarli annegare o se sia corretto, una volta salvati, riportarli nel luogo da cui sono partiti: senza curarsi del fatto che probabilmente se scappano da quei luoghi, le uniche  vere strutture atte a riceverli colà non sono altro che la morte o la schiavitù da cui disperatamente cercavano di salvarsi. 

Il discorso dell'aiuto che potrebbero darci i sopravvissuti ai mercanti della morte, assicurando loro, nonostante tutto, una piena ed effettiva integrazione è, per i più, utopico e sballato. Il loro aiuto in cambio del nostro, potrebbe avere ad oggetto tanti aspetti della vita quotidiana; ma da molto si sono aperte vaste e incolmabili lacune. Certo, ne abbiamo un gran bisogno; costa tanto comprenderlo? Occorrerebbe dirlo alle comari e ai compari dell'odio: cosa assai complicata se non impossibile da capire. 

Anche le autorità amministrative e non solo hanno la loro parte nella vicenda accennata. La Comunità europea trasferisce all'Italia, questa alla Campania e allo stesso comune di Carinola, per la questione degli immigrati, diversi fondi che si badi bene, non vanno nelle tasche dell'emigrato, come piace pensare agli esseri puri che non vorrebbero saperli se non in fondo al mare o torturati nelle loro terre, ma allo Stato, alle regioni, ai comuni e via di questo passo. 

Ad esempio l'autorità Amministrativa del luogo "molto" si prodiga perché gli immigrati capitati a Carinola e sue frazioni siano aiutati. In che modo? Spendendo, ad esempio, l'ingente somma di qualche briciola di pane! Così, colmi di queste briciole, qualcuno è disposto ad insegnare loro un pò di italiano perché possano muoversi intorno. Ma dare loro un futuro neanche a parlarne; un obiettivo, una ragione, qualche motivazione. Sappiamo bene che molto vi sarebbe da fare per i nostri paesi, per le nostre realtà; infatti, in molti, moltissimi luoghi ci sarebbe da intervenire. Il loro aiuto potrebbe essere prezioso ma altro sembra attenderci e pronti, volentieri, giriamo la testa dall'altra parte. 

E continueremo a girarla, alcuni di noi parzialmente giustificati dalle difficoltà crescenti nella gestione della vita quotidiana (difficoltà per le quali governanti per metà incapaci e per metà ladri non sono in grado di ipotizzare soluzioni), altri, che da tali difficoltà non sono e non saranno mai toccati, semplicemente perchè così va di moda.  

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