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OPINIONI

RESTAURO PALAZZO MARZANO E PREMIO MATILDE SERAO

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Abbiamo letto con piacere di un progetto in atto per il restauro del Palazzo Marzano. Del Palazzo Marzano di Carinola, chi più e meglio in passato se ne è occupato è stato, a mio avviso, il prof. Massimo Rosi. Nella seconda metà degli anni 70, con la sua squadra

di studiosi, il prof. Rosi ha passato qui a Carinola molto tempo e, in quegli anni, assieme all’ amico Mimmo Pezone accompagnavamo spesso Rosi e il suo gruppo nei casa matildeseraovari sopralluoghi sul territorio. Rosi, oltre a pubblicare quella splendida pubblicazione riguardante l’ arta catalana in Carinola, nel 1979 diede alle stampe una pubblicazione a parte dedicata proprio al Palazzo Marzano oggi praticamente introvabile tranne che in qualche biblioteca privata quale quella dell’ ing. Enrico Tuozzi. Erano anni importanti molto produttivi da un punto di vista culturale perché grazie a Rosi, Carinola riscoprì l’ importanza del suo passato Aragonese. Di li a poco ci fu un’ altra pubblicazione importante quella della sig.ra Adele Marini Ceraldi sulla storia di Carinola di Luca Menna. Carinola deve molto a Massimo Rosi, ad Adele Marini Ceraldi, a Don Amato Brodella, al dr. Giampietro D’ Angelo al prof. Giovanni Iannettone perché grazie alle loro pubblicazioni è stata preservata e tramandata gran parte della storia del nostro territorio. Vogliamo quindi cogliere l’ occasione della notizia del restauro del palazzo Marzano per rinnovare il nostro appello all’ Amministrazione Comunale per altri beni storico- artistici quali il Castello angioino-aragonese, la Chiesa dell’ Annunziata di Carinola e casa Serao a Ventaroli. Del Castello e della Chiesa dell’ Annunziata di Carinola abbiamo parlato e scritto nel mese di novembre 2015 quando la Chiesa fu riaperta grazie alla determinazione del Vescovo Mons. Piazza e dell’ allora sindaco Luigi de Risi. In quella occasione, scrivemmo che il Castello e l’ Annunziata di Carinola, nell’ autunno del 1475 furono scenari di un evento storico religioso straordinario vale a dire la guarigione miracolosa di Ferrante d’ Aragona fatta da S. Giacomo della Marca. Come racconta Giovanni Battista Petrucci ( per la verità mai citato in precedenza dagli addetti ai lavori) nel libro terzo del suo Poema Latino Anepigrafo su S. Giacomo della Marca- Ferrante d’ Aragona nel mese di novembre del 1475 stava a Carinola per il suo diletto per la caccia ma, (dico io) anche annunziata restauroper marcare stretti i suoi avversari in primis il cognato Marino Marzano con il quale era in rotta di collisione da tempo.  Ferrante qui a Carinola, contrasse una malattia grave, era praticamente morente nel suo palazzo che non può che essere il Castello di Carinola ove da Napoli era stata trasferita tutta la corte per la sua eventuale successione e da Napoli, come ultimo tentativo, venne portato in carrozzella qui a Carinola e alloggiato sul Convento di Casanova il povero S. Giacomo della Marca che era già avanti con gli anni.

Come ci racconta Giovanni Petrucci, S. Giacomo .” come arriva in città, i passi subito porta al tempio vicino ed innalza le sue preghiere in favore del re. Il tempio vicino al palazzo ossia al Castello, non poteva che essere la Chiesa dell’ Annunziata di Carinola in cui S. Giacomo era già stato anni prima con S. Bernardino da Siena.

Ferrante, grazie alle preghiere di S. Giacomo, verrà miracolosamente guarito e ancor più agguerrito di prima, poco più di dieci anni dopo compirà il suo massacro al Maschio Angioino nel contesto di quella che viene ricordata come la Congiura dei Baroni di cui abbiamo sempre parlato in onore e per rispetto dei Petrucci in tutte le celebrazioni del Premio Serao fatte nel loro palazzo che per la verità dovrebbe essere additato come palazzo Petrucci- Novelli in omaggio e per rispetto di questa ulteriore importante famiglia di Carinola che ha, tra l’ altro, dato i natali a Giovanni Novelli padre fondatore del Diritto Penitenziario.

Dunque Castello e Chiesa della Annunziata di Carinola sono beni di un valore inestimabile anche dal punto di vista storico. Del primo resta ben poco, ma almeno si potrebbero ancora preservare alcune belle finestre che vedete nella foto allegata e potrebbe essere resa almeno più decorosa la piazza antistante.

La Chiesa dell’ Annunziata che risale alla prima metà del 1.300, nei secoli scorsi nota come complesso Recettizio della Ave Grazia Plena, necessita oggi di un consolidamento urgente che ricomprenda campanile, Cappella principale e Cappella accessoria. Da ultimo casa Serao.

carinola vicoCome detto e scritto in altre occasione, quella casa andrebbe acquisita al patrimonio comunale ed adibita a casa della memoria di Matilde Serao facendo magari anche un’ opera di restyling della piazzetta di Ventaroli al fine di portare proprio a Ventaroli per i prossimi anni le manifestazioni del Premio che, con la svolta della sezione di Narrativa, realizzata grazie al Mattino e in particolare al direttore Alessandro Barbano è diventato un appuntamento culturale di rilievo nazionale e forse internazionale perché Matilde Serao continua ad essere tradotta ancora oggi in tutte le lingue.

Del Premio parleremo più segnatamente nell’ imminenza della sua celebrazione, parleremo in dettaglio del rapporto affettivo che legava Matilde Serao a Ventaroli, delle sue radici ventarolesi e in tema di radici ventarolesi, ringrazieremo tre donne di diverse generazioni legate al Premio : Adele Marini Ceraldi Presidente Onoraria dell’ Associazione Matilde Serao, Silvana Sciaudone Presidente dell’ Associazione e Lucia Ruosi grande sostenitrice dell’ Associazione che con l’ ingresso di Giuseppe Iannotta e altri in arrivo acquisterà una forte connotazione ventarolese.

Sarà nostro dovere ringraziare anche altre persone compresi gli amministratori comunali che con il loro impegno certificato da evidenze documentali e fattuali hanno contribuito alla nascita e alla crescita del Premio Serao di Carinola. Non consentiremo a nessuno di strumentalizzare la storia di questo Premio fatto con pochi mezzi e tanta dignità, che grazie in primo luogo al Il Mattino, al suo direttore Barbano, a Lidia Luberto e a tutti gli aderenti alla nostra Associazione è diventato oggi una gran bella realtà.

Antonio Corribolo

Associazione Culturale Matilde Serao Carinola

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