Dopo gli interventi di  alcuni opinionisti del nostro comune sui migranti che ormai da mesi sono una realtà nel nostro comune, soprattutto a Nocelleto, interventi che da ultimo hanno chiamato in causa la nostra Diocesi e quindi il nostro Vescovo, abbiamo

ritenuto doveroso sentire anche lui su quella che lui nel convegno, pochi minuti dopo ha definito, dopo quella dell'alta percentuale delle separazioni coniugali, un'altra complessità del nostro territorio:appunto gli immigrati" .

don osvaldo morelliS.E. Mons. Orazio Francesco Piazza molto gentilmente ci ha rilasciato la video intervista circostanziata ieri, pochi minuti prima dell'inizio della cerimonia di inaugurazione dell'Auditorium Diocesano a Sessa Aurunca e della "Tre giorni su "Cristiani per scelta" il convegno che si concluderà a Roma domani con la messa celebrata dallo stesso S.E. Vescovo Mons. Piazza nella Basilica di S.Pietro e l'udienza con Papa Francesco. S.E. Mons.Piazza ha letto, bontà sua, gli articoli da noi pubblicati sui Migranti a Nocelleto e ci ha dichiarato quanto segue:"Bisogna conoscere i fatti e i dati: Don Osvaldo Morelli è il direttore della Caritas quando agisce don Osvaldo Morelli agisce a nome della diocesi perché in effetti tutte le azioni del sociale che la Caritas fa sono azioni diocesane .

audit dioc pubblico0Detto questo aggiungo che la diocesi sta svolgendo un ruolo molto importante a soprattutto a Pescopagano attraverso la parrocchia ma anche un piccolo Centro (ndr:il Centro di Ascolto Giovanni Paolo II) che abbiamo messo su in quella località centro nel quale possiamo addirittura fare delle visite preventive per le donne degli immigrati per accompagnare la loro salute in modo preventivo.

La diocesi, il vescovo stesso ha comprato un ecografo per questo centro per favorire questo tipo di sostegno."bisogna informarsi prima di parlare"lo interrompo io, e lui cntinua:"non solo bisogna informarsi.

Abbiamo aperto due mense diocesane (ndr: dove si preparano 180 pasti al giorno) per la povertà e soprattutto c'è un'azione continua per gli immigrati.

Il tema dell'accoglienza è un tema molto complesso, non si può pensare che la Chiesa possa rimanere indifferente! 

Noi abbiamo una situazione molto particolare: la nostra azione sll'accoglienza deve integrarsi con il decreto ministeriale,  del ministero dell'interno, di qualche anno fa, che regolamentava in qualche modo  i territori di Mondragone Cellole e Sessa Aurunca proprio per l'alta presenza di immigrati non ancora integrati al meglio!

Quindi aggiungere attività così facilmente senza nessun progetto e senza un'azione congiunta tra le varie situazioni diventa abbastanza rischioso.

Castelvolturno è a poca distanza da noi ma quello che è successo a Pescopagano e arrivato alla cronaca nazionale.

Quindi non è che noi siamo disattenti, tanto è vero che un'associazione privata a Falciano del Massico che ha accolto dei rifugiati, ha trovato fortissima collaborazione da parte della stessa parrocchia perché  dare un tetto  e dare il cibo non è salvaguardare la dignità di queste persone che hanno bisogno di trovare un futuro!

Sappiamo che il nostro territorio è carico di tante problematiche .Noi però dobbiamo saper gestire queste cose, perché è facile che  persone reagiscano in modo umorale perché vedono presenze che non hanno in alcun modo né capito e soprattutto non vedono in alcun modo come ci si possa integrare!

Comunque l'azione di integrazione della diocesi continua e continuerà sempre ma per l'accoglienza dei rifugiati noi ci regoliamo secondo le direttive della CEI!

Noi siamo portati a fare il nostro intervento soprattutto rivolto a famiglie di immigrati, il nostro è un secondo tipo di accoglienza, rivolto a quelli che hanno già un nucleo ben composto e che potrebbero in qualche modo inserirsi più facilmente. 

Questo però non significa lasciare da parte gli altri perché chi è un rifugiato scappa dalla guerra dalla violenza , scappa da persecuzioni e chi se non proprio noi come cristiani sappiamo cosa significa essere perseguitati!

Ecco perché a me dispiace che si parli così semplicemente senza sapere come stanno le cose.

Ho già invitato i parroci a creare un coordinamento di accoglienza e di aiuto per quelle parti dove è possibile perché non in tutto il territorio c'è questa possibilità.

Qui, per esempio, a Sessa Aurunca c'è un lavoro di interazione con l'associazione che accoglie da anni rifugiati e quindi siamo profondamente operativi.

Certo non lo mettiamo sui giornali, non diamo fiato alle trombe, però stiamo facendo un grande lavoro  e di questo viene informata la Conferenza Episcopale Italiana con una relazione che il vescovo ogni anno fa e quindi qualora possiamo fare di più lo faremo ! Ecco prendo l'invito di questa persona in questo senso:

solleciterò ancora di più i parroci a dare disponibilità ad accompagnare le persone laddove queste sono presenti!"

Grazie Eccellenza.

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