Guardare in questi giorni di fine Agosto 2016 Monte Massico ed osservare le fiamme che l’hanno quasi sorpreso ed avvolto con il fuoco ed il fumo denso e nero ha suscitato preoccupazione, forse anche in tutti coloro a cui poco interessa la difesa del territorio, svegliandoli

da un torpore ancestrale, scuotendoli di quell’apatia, a volte, anche interessata, che tutto ciò che accade su quel monte importa poco perché non tocca in modo particolare il loro interesse.

Sorpresi della violenza che questa volta ha investito la nostra montagna tutti avranno pensato che prima o dopo, se ancora si verificano tali attentati alla vita di questo monte, cambierà qualcosa anche nella nostra vita ed in quella delle generazioni future.

Una domanda mi pongo e voglio porre a chi legge questo mio scritto ” Perché ci si accanisce tanto contro questa montagna che è, insieme al nostro lago, la nostra Grande Bellezza?”.

Non è più il tempo dei nostri nonni quando andavano in cerca della legna sulla montagna per avere il necessario per riscaldarsi e soprattutto per panificare( fare il forno). La legna della montagna era la migliore per tale nobile scopo. Non è nemmeno il tempo della presenza di ovini nel nostro paese, di pecore e di capre non se ne vedono quasi più, che hanno bisogno di mangiare i germogli dell’erba fresca che cresce in primavera nei luoghi deve c’è la sterpaglia del sottobosco bruciata, a volte a proposito ed in modo doloso. Non è nemmeno da imputare, visto quello che è accaduto in questi tre giorni di fuoco del mese di Agosto, a qualche immaginifico piromane che nelle vesti di un novello Nerone gode di vedere una montagna intera che brucia, se tale personaggio esistesse sicuramente manifesterebbe anche in altri modi questa sua mania distruttrice.

E’ da escludere, visto le non alte temperature di questi famosi tre giorni di Agosto, che la montagna abbia voluta autopunirsi con un incendio volontario: generalmente la natura ha in se stessa un istinto, se così si può dire, di autoconservazione e di rinnovamento scandito dai tempi e dalle stagioni.

Qualcuno potrebbe anche affermare, ed è libero di farlo, che qualche sasso si sia mosso e nel suo rotolare abbia sfegato qualche suo simile provocando una scintilla che poi ha innescato l’incendio. Questo pensiero, seppur raffinato, non è ipotizzabile perché l’incendio si è sviluppato in diversi punti tra loro distanti e dovrà sembrare strano a chi pensa quanto detto prima che contemporaneamente si siano mossi tanti sassi per provocare tante scintille e tanti incendi.

In verità, se qualcuno la pensa in un modo diverso è pregato di smentire, è che questa nostra Grande Bellezza non è stata mai curata come doveva e deve essere curata ed è stata abbandonata al suo destino, come se non importasse a nessuno della sua esistenza, anzi si è tentato con interventi strani, stravaganti e distruttivi di distruggerla in nome di un nulla.

Nessuno ha mai pensato, ma questo non è imputabile direttamente al comune cittadino del nostro paese, di rendere questa montagna, Monte Massico, magnificata fin dall’antichità oltre per i suoi prodotti ma anche soprattutto per il micro clima salutare che la sua presenza garantiva e garantisce ancora oggi, di renderla usufruibile prima ai suoi cittadini e poi a tutti quelli che dalla piana che si distende da Falciano del Massico e sin oltre al fiume Volturno e ne ammirano incantati la sua maestosità?

Nulla è stato fatto in proposito e se è stato fatto qualche piccolo passo in anni addietro ora tutto è in un abbandono miserevole.

Sarebbe anche facile infierire nei confronti di chi amministra il territorio e che ha fatto scelte offensive nei confronti di questa nostra Grande Bellezza e di ciò i cittadini se ne devono ricordare al momento del voto quando saranno chiamati a giudicarli, ma con le loro scelte hanno aperto la strada a chi, per nome e per conto di interessi poco chiari e personali, ancora minacciano di distruggere la nostra Grande Bellezza.

L’unica strada per difendere la nostra Grande Bellezza è creare in ogni cittadino del nostro paese la coscienza ed il convincimento, anche a rischio di essere giudicati pazzi e fuori dal tempo, che il nostro territorio con la sua magnifica montagna, Monte Massico, ed il suo specchio d’acqua, il Lago, dove vive un ecosistema da conservare e salvare, sia difeso e conservato per il bene nostro e delle generazioni future.

E’ la nostra Grande Bellezza che è solo nostra e non deve morire.

25/08/2016

Giuseppe Toscano


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