Riceviamo e volentieri pubblichiamo: Quell’ estate maledetta del 1927 era iniziata male.  I primi sintomi della malattia cardiaca che avrebbe portato Matilde Serao alla morte erano comparsi in maniera chiara. L’ allarme fra i familiari, gli amici i collaboratori era stato dato dai dottori. Nulla  lasciava però  presagire la fine imminente anche perché Matilde Serao continuava a scrivere e a

dirigere “Il Giorno” dalla sua bella casa al civico 264 della  riviera di Chiaia.  In quei  giorni, con la mente ed il cuore  avrà ripercorso sicuramente  le tappe dei suoi 71 anni. 

seraoI primi anni in Grecia, la mamma Paolina, la zia Virginia, lo zio Carlo Studer,   il periodo a Ventaroli con le zie paterne,  luoghi dell’ anima immortalati  in  “Canituccia”,   quel  pericolo scampato nel 1860 quando a 4 anni,  a Ventaroli  fu presa in ostaggio dalle truppe pontificie e minacciata di morte prima della battaglia  fra garibaldini  e soldati svizzeri  che si affrontarono  proprio nella Valle d’ Oro dinanzi a S. Maria in Foro Claudio.

Il ritorno a Napoli, nella prima modesta casa in vico Ecce Homo, gli anni della sua esuberante adolescenza, la scuola al Pimentel Fonseca, i  tre anni di telegrafista e poi il salto a Roma dal 1882 al 1887 che la consacra nel mondo giornalistico e letterario.  A Roma   l’ incontro con ed il matrimonio con Edoardo Scarfoglio seguito dalla nascita dei 4 figli maschi : Antonio, Carlo, Paolo e Michele. Il ritorno a Napoli  nel 1887, la fondazione nel 1892 de Il Mattino.

Avrà ripercorso le tappe del fallimento del rapporto coniugale con Scarfoglio  l’ uscita forzata da Il Mattino nel 1903 e  la fondazione poi nel 1904 de “ Il Giorno”.  Avrà sicuramente pensato agli ultimi dolori della sua vita, la morte di Edoardo nel 1917 seguita dalla scomparsa di suo padre “don Ciccio Serao” del compagno Giuseppe Natale e nel 1924 la morte di Eleonora Duse  amica di una vita. Il colpo decisivo al suo grande cuore fu però la mancata assegnazione del Premio Nobel della letteratura che aveva praticamente vinto nel 1926 con “Mors tua”. 

Tutto era compiuto, poco dopo le 10 di sera del 25 luglio 1927 Matilde Serao appoggiò la testa sul foglio e morì. I funerali furono celebrati il 27 luglio del 1927 partendo dalla Chiesa della Vittoria alle spalle del Chiatamone per arrivare fino al Museo. Un corteo lunghissimo, imponente.  Tutta Napoli, da Chiaia  dai quartieri, si riversò sulle strade del percorso per piangere e salutare “la signora” come veniva chiamata Matilde Serao.

Un omaggio grandioso per quell’ epoca che Napoli, anni dopo, seppe riservare solo a Totò e di recente a Pino Daniele. Una vita vissuta da protagonista assoluta in Italia e all’ estero, soprattutto Parigi, da primatista mondiale del giornalismo femminile perché insuperabile   rimarrà il suo record  per aver fondato, unica donna al mondo,  ben 4 giornali e per averne fondato e diretto uno da sola per ben 23 anni. Oggi a distanza di 15 anni dalla nascita del Premio Matilde Serao di Carinola, grazie anche e soprattutto a questo Premio,  Matilde Serao viene riscoperta e rivalutata continuamente  anche come scrittrice,  tradotta in tanti paesi all’ estero tra i quali nel 2016 Stati Uniti, Canadà e India.

serao1L’ edizione 2016 del Premio sarà quella della svolta, perché  sarà completato dalla sezione di narrativa riservata a scrittrici  autrici di romanzi pubblicati nel 2015. Nei decorsi mesi grazie all’ impegno di Lidia Luberto, di chi scrive e di altri componenti l’ Associazione Culturale Matilde Serao, ma grazie anche e soprattutto al Direttore de Il Mattino Alessandro Barbano è stata composta  una giuria di personalità all’ esito dei cui lavori, in autunno,  sarà assegnato anche il Premio Matilde Serao per la narrativa. Una tappa o per meglio dire un  traguardo che consacrerà il Premio Serao tra i riconoscimenti più significativi a livello nazionale ed  internazionale. Non tutto potrà però essere riservato solo a Carinola. Occorre dare spazio anche a Napoli che è la cosa in assoluto che Matilde Serao ha amato di più oltre la sua famiglia. 

Il Coordinamento delle due sezioni, giornalistica e narrativa rimarrà  comunque a Carinola dove c’è ancora da fare.  Il Premio  deve essere portato a Ventaroli. Occorre però  acquisire al patrimonio Comunale la casa paterna di Matilde Serao, abbellire la piazzetta antistante, rendere più fruibile S. Maria in Foro Claudio soprattutto,   dotarla  d’ intesa e con le direttive della Soprintendenza di Caserta,  di servizi igienici e magari renderla più facilmente accessibile da Ventaroli.

Qualcosa si potrebbe già fare subito, mettere all’ingresso lato nord e lato sud del paese,  due  cartelli con l’indicazione : Ventaroli amato luogo di origine  di Matilde Serao. Per fare questo confidiamo molto nella nuova Amministrazione Comunale e siamo a tal fine fiduciosi perché incoraggiati dalla premura e dalla tempestività con le quali il Sindaco Antonio Russo appena insediato,  ha voluto rendersi subito conto della situazione del Premio sostenendoci ed invitandoci  a procedere senza indugi  serao2alla realizzazione della cerimonia. Per questo lo ringraziamo sinceramente. 

Ma è anche e soprattutto  la presenza di tante donne nel nuovo Consiglio Comunale che ci fa ben sperare essendo il Premio Serao un premio riservato a donne giornaliste e donne scrittrici.   Contrariamente a chi ha cercato sempre di strumentalizzare tutti e tutto, il Premio non ha nulla di autoreferenziale. E’ solo un omaggio sentito e devoto ad una personalità del mondo giornalistico- letterario unica al mondo, di cui essere fieri ed orgogliosi perché  figlia di questa Terra di Ventaroli e del nostro Comune di Carinola. 

Venire al   Premio Serao e quest’ anno ne verrà di gente da varie parti d’ Italia,  è un atto dovuto a Matilde Serao per essere stata una grande donna e una grandissima, insuperabile giornalista e scrittrice.  In questa direzione, io , Lidia Luberto, la presidente dell’ Associazione Silvana Sciaudone  e  tutti i componenti andremo avanti. Nel rispetto di tutti ma senza sconti per nessuno come ci ha insegnato Alessandro Barbano autorevole  Direttore de Il Mattino al quale va il nostro profondo, sentito ringraziamento per averci guidati con premura, passione e soprattutto tanta competenza a far diventare grande un piccolo Premio che volendo ma soprattutto credendoci può anche essere una grande occasione  di valorizzazione  per il nostro Comune non solo a livello d’ immagine.

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