Ci sono incontri che ci cambiano per sempre e che rendono evidente il destino che si cela nella vita di ciascuno di noi. Incrociare Marco Pannella e le compagne e i compagni radicali negli anni della nostra

ormai lontana gioventù è stato per alcuni di noi, e per tre in particolare: per me, per Silvio e per Lucia, il senso del nostro destino politico.

Un destino che, al di là delle scelte successive, ha segnato per sempre la nostra vita. Negli anni '80 essere e fare i radicali significava innanzitutto sopportare e superare, quasi sempre senza riuscirci, la cascata di pregiudizi che accompagnava soprattuttoMarco.

Fare politica da radicali nel nostro territorio significava in quegli anni (e significa tutt'ora) essere destinati alla più sparuta minoranza, una minoranza quasi sempre mal tollerata, derisa (a destra e più ancora a sinistra), se non addirittura ingiuriata e messa al dito.

Ma essere e fare i radicali di Marco Pannella è stata la nostra grande fortuna, una fortuna che in tanti purtoppo non hanno saputo mai cogliere. La fortura di vivere la bella politica, di stare dalla parte giusta, di lottare in pochi per grandi battaglie che hanno cambiato la vita di tutti. Essere e fare i radicali di Marco Pannella è stata la cifra del nostro impegno civile, fatto -da tempo e per tempo- dipolitica trasparente e povera, di onestà, di competenza ("conoscere per deliberare"), di lungimiranza. I nostri anni di radicali di Marco Pannella sono stati anni di speranza contro ogni speranza. E tutto sommato siamo rimasti i radicali di Marco Pannella anche quando, dopo il Congresso trasnazionale di Budapest, abbiamo battuto altre strade, a volte in coerenza con la storia radicale e a volte in convinto dissenso.

La morte quasi sempre supera anche i pregiudizi, spesso attenuati anche in "fin di vita", e di Marco in queste ore, a reti e giornali unificati, non si offrono che giudizi positivi.

Forse è troppo tardi, forse bisognava accorgersi della grande storia e del presente radicali e dell'insuperabile impegno civile di Marco Pannella almeno con un pò di anticipo.

Ma forse per Marco, che è andato via con animo felice per aver vissuto con gioia piena, va bene anche così.

A noi resta tanto di lui, resta il dono della sua bella politica che facciamo sempre più fatica a ri-trovare in giro.
"Và- caro Marco- la tua ora non ha sorelle, sei-sei a casa." Grazie,
tuo Giovanni Caprio                                        

                                                                                    


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