Una giornata storica quella che attende venerdì 11 marzo la Cattedrale di Carinola. Dopo oltre 50 anni, le statuette maiolicate invetriate faranno ritorno nella Chiesa di cui per 400 anni avevano adornata la facciata. Esemplari unici di straordinaria fattura e

bellezza, realizzati molti secoli fa, al momento non sappiamo esattamente quando e da chi, probabilmente con la tecnica della invetriatura vale a dire della cottura della ceramica e del trattamento con alcuni metalli tra i quali il silicio per renderle resistenti alla usura dei secoli e alle intemperie degli ambienti esterni. Una tecnica antichissima conosciuta ed utilizzata già dagli assiro-babilonesi che raggiunse il suo massimo splendore nel corso del Rinascimento. Per il loro inestimabile valore quindi, non solo artistico, agli inizi degli anni 60, laSoprintendenza ritenne prudente toglierle dalla facciata della Cattedrale e custodirle a Caserta. Una separazione vissuta come una sorta di lacerazione, durata oltre 50 anni ma, finalmente finita. E’ cominciato infatti il conto alla rovescia, fra pochissimi giorni, quasi come figlie,   ritorneranno alla loro Casa cattedrale sbernardoMadre, l’ antica Cattedrale di Carinola edificata oltre 900 anni fa da S. Bernardo prima Vescovo per 13 anni in quel gioiello unico al mondo che è Foro Claudio, poi Vescovo qui a Carinola fino al 12 marzo del 1109 data della sua morte. Una Cattedrale eretta sulla base dell’ insegnamento del suo maestro, il grande Abate Desiderio, l’ Abate che più di ogni altro rese bella l’ Abbazia di Montecassino. E le statuette ritornano proprio l’ 11 marzo,   vigilia della festività solenne di S. Bernardo Patrono di Carinola e del Comune di Carinola. Un Santo di cui abbiamo di recente rivalutata non solo la santità ma anche l’ importanza storica nel contesto difficile del rapporto fra Normanni e Papato. Un ritorno quello delle statuette, che avviene solo oggi, perché solo oggi si sono concretizzate le condizioni indispensabili per il loro ritorno. Come bene ha spiegato Carlo Ceraldi nel corso della intervista video di qualche giorno fa, il progetto era partito da qualche anno su input di Don Amato Brodella proseguito poi da Don Enrico Passaro che ha dato la spinta decisiva alla iniziativa rivitalizzando anche culturalmente la nostra comunità parrocchiale. Attorno a Don Enrico e Carlo Ceraldi che è stato il vero artefice del progetto, si è aggregato un Comitato spontaneo, una piccola task force di volontari alcuni provenienti dalle frazioni del nostro Comune che, animati da fede e amore per la cultura, hanno realizzato il progetto. Prima la raccolta dei fondi attraverso le offerte volontarie dei cittadini  poi, tanto lavoro di gomito per allestire in pochi mesi sotto l’aspetto logistico e della sicurezza le due salette espositive. Ma anche tanto studio e tanta ricerca per svelare il fascino del segreto che aleggia su queste bellissime 15 statuette e il loro rapporto con la Storia del nostro territorio e della Cattedrale di Carinola. Sotto questo aspetto, non vogliamo togliere interesse al dibattito di venerdì prossimo, non ci sembra quindi giusto anticiparne i contenuti per cui, per il momento ci limitiamo a dire che esse furono collocate nel 1558 sulla facciata cattedrale carinola1della Cattedrale dal vescovo Bartolomeo Capranica un vescovo molto importante. Il suo cognome del resto dice tutto. La famiglia Capranica nel corso dei secoli è sempre stata una delle famiglie più nobili, ricche ed importanti della nobiltà romana e della gerarchia ecclesiastica. La datazione e la storia delle statuette costituiscono per il momento, un vero e proprio giallo archeologico, rimandiamo appunto nel merito, agli interventi qualificati degli ospiti del convegno dell’ 11 marzo. Ci preme qui segnalare che nelle due salette museo, non saranno collocate solo le statuette. Saranno infatti esposti altri oggetti importanti quali paramenti sacri, ostensori, calici, reliquati, ecc. appartenuti ai vari Vescovi delle ex Diocesi di Carinola molti dei quali morti in odore di santità e sepolti nella Cappella del Santissimo. Saranno esposte molte targhe marmoree con iscrizioni antiche ed importanti. Nello studio dei “tesori della Cattedrale di Carinola” ci ha aiutato come al solito Luca Menna, il bravo notaio storico di Carinola al cui testo ripubblicato nel 1978 grazie ad Adele Marini Ceraldi, abbiamo fatto continuo riferimento oltre che alle varie pubblicazioni di Don Amato Brodella. Ecco perché ci è sembrato doveroso intitolare proprio al bravo notaio Menna le due salette espositive. E grande è stata la gioia e la commozione che abbiamo provato qualche giorno fa quando grazie al bravo Franco Iannettone e alla tenacia di Carlo Ceraldi è stato rinvenuto l’ atto dal quale risulta che Luca Menna è morto nel 1854 e che è stato sepolto nella Chiesa dell’ Ave Grazia Plena di Carinola vale a dire nella Cappella della Confraternita dell’ Immacolata adiacente alla Chiesa dell’ Annunziata di Carinola. La Chiesa fatta costruire da Sancia di Maiora e Roberto d’ Angio nella quale, come abbiamo dimostrato di recente, S. Giacomo della Marca pregò per giorni per miracolare Ferrante d’ Aragona agonizzante nel Castello di Carinola. La morte di Menna avvenuta nel 1854 vale a dire solo 6 anni dopo la pubblicazione del suo Saggio Istorico che è del 1848, dimostra che quel libro era stato il frutto maturo di una ricerca minuziosa durata tutta la vita di Luca Menna. Un ringraziamento doveroso e sentito va a chi ha sostenuto e reso possibile questo evento, al Vescovo Mons. Orazio Francesco Piazza, alla Soprintendenza di Caserta in particolare alla dr.ssa Lucia Bellofatto, al prof. Guido Donatone, alla Amministrazione Comunale e al Sindaco De Risi. Un ultimo ma in realtà primo e particolare ringraziamento all’ amico Mario Andolfi. Tutte le persone animate da fede e cultura dovrebbero non mancare a questo appuntamento storico, e a quanti volessero aggregarsi al Comitato spontaneo dico che potranno farlo liberamente perché occorre andare avanti nello studio e nella salvaguardia dei nostri beni archeologici in particolare di quelli ecclesiastici. Ma il ringraziamento più sentito va ai cittadini del Comune di Carinola che con le loro offerte hanno finanziato il progetto. In modo particolare, a quelli che vivono lontano dal nostro Comune. Molti di loro sono figli di terza o quarta generazione dei tanti, troppi cittadini di questo Comune che a partire dalla fine del 1800, proseguendo poi a più ondate nel 1900 hanno lasciato il nostro Comune. Destinazione nord e sud America. Viaggi con biglietto di sola andata senza un ritorno nella loro amata, indimenticata Terra. Soprattutto ad essi   sono dedicati tutti i nostri sforzi . Non mancate.


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