infioratastraord"Facciamo in modo che le sue creature vivano. Ciao Maestro Antonio" Così ha concluso l'elogio funebre alla fine della cerimonia religiosa Antonietta Artamonte in lacrime. Non so come descrivere l'indescrivibile. Raccontare un sentimento

infioratastraord1credo sia impossibile, quello che sentiva e sente Casanova per Antonio Falso  è ancora più indescrivibile. Non credo esistano parole per descrivere la montagna di amore  che questa frazione ha voluto riversare su questo figlio che per tutta la sua vita, durata ahilui non troppo, ha seminato "talento" ed amore sui casanovesi e soprattutto sui giovani che hanno voluto oggi contraccambiare questo sentimento nei modi più disparati.  Hanno voluto in un baleno allestire una infiorata speciale sulla via Grancelsa, la stessa della festa di Maggio,  ma con due varianti, anzi tre: la prima è che a differenza di quella ,questa di oggi iniziava sempre in piazza De Rosa ma con la scritta Ciao Maestro e la seconda e che invece di terminare nella piazzetta sovrastante la Fontana Vecchia, quella di oggi terminava invece davanti alla porta di casa di Antonio Falso, al n.15 di via Grancelsa, dove in migliaia sono andati a rendere omaggio alle spoglie mortali del Maestro. Infine questa  "infiorata straordinaria" era composta di soli petali bianchi, per la maggior parte rose, come è infioratastraordcostume dalle nostre parti per chi muore senza essersi sposato ed indipendentemente dall'età! Quando ho raggiunto via Grancelsa n.15, la casa di Antonio, tutta la strada era stracolma di gente  venuta a rendere omaggio al Maestro dell'infiorata e non solo. C'erano tutti, ma proprio tutti i componenti del Gruppo Folk A'Cetta, in costume tipico, e la vice presidente del gruppo mi informava che durante la messa sarebbero stati eseguiti  brani della messa cantata ma con sottofondo degli strumenti musicali tipici del Gruppo Folk e che nel luogo dove tradizionalmente c'è il distacco, si dà l'addio e il carro funebre prosegue per il cimitero di S.Lorenzo in via Nazionale il Gruppo Folk "A' Cetta" avrebbe eseguito l'introduzione musicale della Tammurriata  Nera: così è stato ed è stato veramente suggestivo sia in chiesa al Santus che sulla strada all'addio! Tutto ha avuto sempre la stessa colonna sonora di applausi e di lacrime. Lo stesso don Luigi Manica, il parroco di Casanova che ha concelebrato la Santa Messa insieme a Padre Giovanni Siciliano, nella sua Omelia ha fatto riferimento a tre riflessioni, tutte riferite in un modo o nell'altro, ai fiori e partendo da un'affermazione venutagli dal cuore:"Non ho mai visto tanta gente in questa chiesa neppure durante la festa di Maggio!" e poi ha voluto sottolineare quanto si sono spesi, anche e soprattutto fisicamente i giovani, per dimostrare il loro amore per il Maestro. infioratastraord3C'erano tantissimi giovani componenti il Gruppo Teatrale "A Scarpa Sciota", altra creatura dello scomparso, che indossavano una maglietta con sopra stampata una foto di Antonio Falso che verosimilmente interpretava Madame Butterfly, o comunque una donna con un ventaglio che le copriva il volto, sia pure in parte, la foto era in bianco e nero, ma era veramente suggestiva. Lo spazio davanti all'altare era stato infiorato con petali disposti in modo da rappresentare l'immagine della Vergine. All'inizio di via Grancelsa c'era uno striscione con due foto di Antonio Falso ed una scritta che diceva "Andare controvento sempre, soltanto così sarà possibile alzarsi in  volo!" Un altro striscione invece era stato apposto all'ingresso della strada che porta alla chiesa di S.Pietro e diceva:"Quando mi troverò davanti a Dio, alla fine della mia vita, spero che non avrò sprecato neanche una briciola del mio talento e potrò dire che ho usato tutto quello che mi ha dato"  ed il terzo striscione: infioratastraord2"E i tuoi passi hanno il suono di una danza che vibra intorno o dolce fiore. . .Ci hai donato tenerezza e una vita travolgente e infinitamente bella come te." Ed è qui che c'è stata la sosta del carro funebre prima di avviarsi per il Caposanto di San Lorenzo e  c'è stata la performance  musicale del Gruppo "A Cetta". Tanti lo hanno pianto oggi ma una sola ha avuto la forza, soffrendo, di dedicare ad Antonio alcune parole alla fine della messa Antonietta Artamonte:"Si dice che gli amici, durante l'arco della vita, si possono contare sulle dita di una mano. Tu però eri l'eccezione che conferma la regolaperchè probabilmente non avevi due mani ma cento; tanti erano gli amici che avevi e che, oggi nel darti l'ultimo saluto mostrano tutto il loro sgomento e tutto il loro smarrimento.
Molteplici erano le attività che ti hanno visto sempre protagonista, tutte svolte con la medesima passione e tutte svolte in modo semplicemente egregio. Elencare tutti i tuoi amici è pressoché impossibile. Divisi per gruppi però ognuno di loro vuol ricordarsi di te e renderti l'ultimo omaggio.
infioratastraord5Ti ricordano i tuoi amici del gruppo "A CETTA" che in te hanno trovato un maestro insostituibile ed ai quali hai trasmesso il tuo amore per la danza e per l'attaccamento alle radici della tua terra.
Ti salutano i tuoi amici della compagnia teatrale "A SCARPA SCIOTA" della quale tu sei stato uno dei soci fondatori ed in seno alla quale hai dato sfogo al tuo estro, con interpretazioni sempre superbe.
Ti salutano gli amici del "BUCHE BUCHE" e della "CANTATA DEI MESI" insieme ai quali hai allietato i casanovesi nelle nottate di San Silvestro e colorito le giornate di Carnevale.
Ti salutano infine gli amici, che con te collaboravano  alla realizzazione della tua creatura:L'INFIORATA in onore della nostra cara Madre Celeste.
La tua fatica cominciava già svariati giorni prima dell'ultimo atto dell'opera, continuava poi con la creazione del famoso stampo per il tappeto, e si concludeva con la realizzazione di vere e proprie opere d'arte, che ogni anno realizzavi, ed accoglievano Maria Santissima Grande ed Eccelsa all'ingresso del tuo vicolo.
Quest'ultima attività è senza dubbio quella che più ti ha visto protagonista, perché, caro Antonio, senza di te questi ultimi trentuno anni non avrebbero visto la realizzazione di questa tua creatura voluta fortemente e della quale tu eri l'artefice massimo.
In queste ore sento che l'appellativo che più ti viene dato, e che sicuramente meriti, è quello di "maestro" ! Ed allora amici di Antonio se veramente vogliamo che lui viva non solo nel  nostro ricordo:Facciamo in modo che le sue creature vivano!" Un fiume di applausi ha accolto queste parole. Era un sì.

Lui non avrebbe forse voluto tanto. "E' morto il sindaco di Casanova!" Ha detto un suo amico! Ma quale sindaco? Neppure un principe di una favola avrebbe avuto tanto amore dai suoi sudditi! Forse lui lo era, peccato però che, in questo caso, la favola non si è chiusa con il solito . . .e vissero tutti felici e  contenti! E poi è veramente raro il caso di sindaci che fanno piangere da morti!

Ciao Maestro


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