ImageSono Adele MARINI CERALDI già ispettrice onoraria della Soprintendenza dei Beni Culturali  da sempre  interessata principalmente alle bellezze culturali di Terra di Lavoro e di Carinola in particolare. Sono veramente grata all’Associazione Culturale Padre Michele Piccirillo e al suo Presidente Mario PICCIRILLO per avermi dato 

Imagel’opportunità di parlare in questo Convegno di padre Michele, una personalità unica nell’archeologia cristiana e nello studio ed il restauro del mosaico. Io ho avuto il piacere e l’onore di conoscerlo trenta anni fa, quando curai la ristampa in anastatica del ‘Saggio istorico della città di Carinola’ di Luca Menna, il primo scrittore che ha parlato di Foro Claudio Caleno, la città fondata dai romani sepolta nella zona archeologica di Ventaroli di Carinola. Qualche anno prima, in seguito a mia segnalazione di reperti affiorati su un terreno lavorato con un trattore e per la presenza in loco di una Basilica Paleocristiana, allora in pessimo stato, la Soprintendenza di Caserta aveva dichiarato zona archeologica tutto il comprensorio di Ventaroli compresa la Basilica.In seguito a questa scoperta mi ero convinta che quanto scriveva Luca MENNA era tutto vero.Gliene mandai una copia credendo di fargli cosa grata. Copia che evidentemente convinse anche lui. Infatti mi ringraziò con queste belle parole: Ci fossero più persone interessate a conoscere e a conservare il passato come lei, il futuro sarebbe certamente migliore.

Queste parole di apprezzamento e di stima mi fecero piacere perché venivano da una persona che stava dando il meglio di se stesso in Terra Santa,Padre Michele faceva parte di quella équipe di coraggiosi francescani che difendevano la verità del vangelo e l’ autenticità dei luoghi sacri da loro custoditi nell’unico modo possibile: diventando archeologi e scavando alla ricerca dei segni lasciati dai cristiani dei primi secoli, successivi al dramma del Golgota. Come archeologo e professore di Geografia biblica con le sue scoperte fatte lungo le due rive del Giordano e del monte Nebo ha arricchito e onorato il mondo della cultura e dell’arte. Lavorava in una terra dilaniata da lotte fratricide in cui lui era riuscito a creare un’oasi di pace trattando tutti come figli dello stesso Padre convinto come era che nel popolo c’era solo tanta voglia di lavoro e di pace. Padre Michele era una delle poche persone che ho conosciute che veramente credeva nella pace e nella convivenza delle tre religioni monoteiste a Gerusalemme la Madre per antonomasia di tutti i seguaci di Cristo nel mondo.Padre Michele ha avuto un grande amico in Sua Maestà HUSSEIN Re di Giordania e in suo figlio tuttora regnante. Egli raccolse tutti i risultati dei suoi scavi lungo le due rive del Giordano in un libro:”I mosaici del Giordano”, che poi regalò davanti alle telecamere di tutto il mondo al primo ministro Rabin  e al ministro degli esteri Shimon Perez e al Presidente Clinton durante il trattato di pace del 1994. Per Padre Michele era la realizzazione del suo credo nella pace. Ma l’apoteosi della sua vita che stava per concludersi la ebbe quando accompagnò Papa Giovanni  Paolo II sul Monte Nebo dove ha fatto le sue scoperte più significative, nel mausoleo di Mosè, ove il Patriarca riposa dopo aver veduto con Gesù la Terra Promessa. Anche per Padre Michele quel giorno fu un preludio di paradiso. I mosaici da lui rinvenuti, i suoi libri e la sua personalità semplice e buona come il buon pane di casa di una volta, lo hanno reso indimenticabile.
Le scuole di restauro che lui ha istituito e i musei con i reperti delle sue scoperte rimangono a parlare di lui nel tempo. Per tutto questo lo considero un benefattore dell’umanità da imitare e da proporre come esempio alle generazioni future. 
 Carinola-San Ruosi   2.07.09Adele Marini Ceraldi –    Tel:   0823939151
Testo integrale dell'intervento di oggi al Concorso Internazionale di Mosaico (n.d.r.) 

Percorso

Abbiamo 212 visitatori e nessun utente online

 

GDPR e EU e-Privacy

EVENTI

telethon.jpg