Cari amici, benvenuti in questa basilica che è il monumento più importante che onora non solo Carinola e la Campania, ma il mondo intero dell'arte.  E’ sorta subito dopo l'editto di Costantino sull'area di una

antica basilica romana del quarto, quinto secolo dopo Cristo.

Questa Basilica è il fiore all'occhiello della mia carriera di giornalista perché tale sono divenuta scrivendo articoli e lettere aperte ai giornali al fine di restituirle quella dignità che il tempo e gli uomini con la loro incuria le avevano rubato.

Mi fa immenso piacere ogni evento che vi si svolge e finche potrò parteciperò di persona.

Anche ora che gli acciacchi dell'età me lo vieterebbero ho trovato dei cari amici che mi hanno semplificato le cose e ai quali sono infinitamente grata. Faccio punto e mi accingo a parlare di Matilde Serao, altra gloria di questo piccolo borgo. Potrà sembrare un paradosso ma la scrittrice e giornalista Matilde Serao, unica donna in Italia a fondare un giornale e ad esserne direttrice, premio NOBEL mancato non per demerito ma per l'ottusa mentalità del suo tempo, in uno di quei momenti di sconforto, ma anche di verità, scriveva ad un amico fidato di non essere felice perché come donna non si era mai sentita amata. Lei, che aveva avuto il mondo ai suoi piedi, che aveva riempito centinaia di pagine di amore appassionato, guardando l'iter della sua vita si rattristava.

Anche se vi scorgeva sprazzi di luce e zone di calore, non vedeva che il fallimento pieno della sua vita sentimentale che per una donna ' completa è la sola parte dell'esistenza che vale la pena di essere vissuta.

Quando, con una volontà di ferro, da semplice impiegata postale era riuscita a penetrare nel mondo del giornalismo ufficiale, e, con la scusa dei 'mosconi', aveva conquistato la società perbene di Napoli con le sue battute sempre ironiche e spiritose, e quelle risate non tanto ortodosse ma tali da concentrare l'attenzione su di se, nascondeva l'amarezza di una triste constatazione: lei con tutta la superiorità della sua intelligenza restava la donna che tutti ammiravano ma che nessuno voleva legare a se.

Desiderava un marito devoto e dei figli affettuosi, in breve tutto ciò che ogni donna della sua epoca sognava.

II destino pero aveva riservato a lei un’altra sorte.

Aveva ottenuto tanti onori che altri non avrebbero neppure osato immaginare , ma non si sentiva appagata.

Determinante nella sua vita fu l'incontro con Scarfoglio, un principe della stampa napoletana, paragonabile solo a Montanelli.

Per lui fu una piacevole scoperta vedere che quella fanciulla non bella che lo affascinava come una Venere. Per lei fu subito l'uomo con cui costruire il suo avvenire di donna.

Ma con tutta la sua intelligenza non riuscì a capire quanto era inopportuna un'unione coniugale tra due personalità consapevoli e fiere del loro valore.

L'uomo difficilmente perdona ad una donna ( anche se è sua moglie) la concorrenza sul piano professionale specie nella società di allora in cui la donna contava cosi poco.

Malgrado tutto lo sposò e fondò con lui tre giornali tra cui Il Mattino.

Solo col tempo riuscì a capire che certi atteggiamenti e certi tradimenti e certe umiliazioni erano frutti di un rancore geloso per la collega piu che per la moglie.

Ma lei per amore dei figli soffri in silenzio fino all'episodio della De Bressard, la giornalista francese che si suicido davanti alla porta di casa sua lasciando sul tappeto una bimba di pochi giorni frutto della relazione che aveva avuto con Scarfoglio.

Allora adottò la bambina e si separò dal marito.

Per questo motivo le venne negato il Nobel della letteratura.

Si consolò fondando altri due giomali che diresse da sola.

Nel frattempo mori il marito e lei rispetto un anno di lutto prima di dire sì all'uomo che l'aveva attesa in silenzio tutta la vita.

Con lui ebbe le gioie di una vera famiglia.

Ma per Matilde non fu più amore.

(intervento di Adele Marini Ceraldi all'evento"La mia Ventaroli"  del 4.08.2016


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