Erano le 10 e 30 di martedì 8 marzo quando siamo giunti al passo carraio che consente l’ingresso alle auto alla reggia di Caserta. Ero insieme a Gregorio (ing. Kerassidis n.d.r.), avevamo appuntamento con il funzionario Mario Andolfi per ritirare le 15 statuette

maiolicate. Eravamo partiti da Carinola verso le 9.15 e l'’emozione, che ho cercato di non far trasparire, era tantissima.
Una emozione simile credo di averla provata la mattina degli esami di ammissione che un tempo bisognava superare per il passaggio dalla quinta elementare alla prima media.
Altri tempi, tanti anni fa, probabilmente poco prima che le statuette venissero portate via.
All'ingresso abbiamo atteso che gli addetti sbrigassero le pratiche di rito e poi insieme a Mario  (Andolfi n.d.r.) siamo entrati nel Palazzo Reale.
E quì riaffiorano, quasi d'impulso, tanti altri ricordi, quelli di quando andavo a scuola a Caserta (meglio dire a Caserta e togliere "andare a scuola") e quei luoghi erano il punto d'incontro dei così detti "filonisti", e alla domanda dell'addetto all'ingresso "sapete dove andare?", mi ha detto, e subito,  al ricordo, si è aggiunto un piccolo sorriso, che mi è sfuggito senza volerlo.
Poi, quando Mario ci ha raggiunti, insieme ci siamo diretti alla scala che porta al piano dove ci attendevano  (da quasi cinquant'anni n.d.r.) le 15 statuette, ovviamente nei piani superiori.
Di nuovo mi assale uno strano sentimento, un mix di gioia, stupore e timore insieme e non saprei dire che cos'altro mi ha preso dentro.
Certe volte, bisogna dirlo, l'attesa è veramente salutare, a me è servita, infatti, a sintetizzare che l'opera iniziata andava portata a compimento e prevedeva quindi anche questa fase, che doveva essere fatta con molta discrezione e bisognava essere lucidi fino in fondo, anche perché avremmo
portato finalmente a casa il risultato agognato e voluto da tanti concittadini presenti e non.
La cassa contenente i reperti era pesante ma con un piccolo sforzo e l'aiuto dell'ascensore siamo riusciti a mettere a posto ed in sicurezza il carico.
Abbiamo firmato i documenti e con molta circospezione abbiamo ripreso la strada di Carinola (con due autovetture) e con moltissima attenzione.
Senza dilungarmi molto, vi dico, che l'effetto emotivo era già mutato, adesso bisognava arrivare subito a Carinola, la prudenza ci ha suggerito di guidare con  cautela.
Finalmente abbiamo scaricato la cassa dall'auto e portato i reperti nella stanza, che avevamo preparato e predisposto,stanza che doveva accogliere questi oggetti tanto preziosi per i carinolesi.
Abbiamo quindi preparato un letto di protezione ed ivi depositato le statuette una alla volta.
Poi abbiamo immortalato il momento con qualche foto.
Subito con Gregorio abbiam iniziato il lavoro di sistemazione nelle teche blindate e allarmate per non lasciare le signore ed i signori maiolicati al di fuori della loro destinazione definitiva le stesse stanza sono a
Chiaro che le stanze, a loro volta, sono protette da sistemi di controllo.
Il lavoro è continuato il giorno dopo,a dirlo sembra poco in quanto oggi parliamo di ore e di giorni, ma questo impegno è iniziato circa tre anni fa.
Questo racconto, vissuto con moltissima emozione, da tutti e tre ho voluto illustrarlo per rendere
partecipi tutti Voi. Credetemi, ancora la sera precedente, insieme a Sua Ecc.za il Vescovo Piazza, abbiamo fatto un sopralluogo, per illustrare in anteprima il lavoro, ma l'emozione è sempre la stessa, a volte rasenta la commozione.
Questa volta non Vi ringrazio per aver contribuito alla realizzazione del progetto, ma ringrazio, non so chi, per avere fatto in modo di coinvolgermi in questa avventura, avermi acceso la lampadina per pensare di risolvere e tradurre in
realtà questo desiderio di tutti Voi.
Mi auguro che questo sia solo un punto di partenza e non di arrivo, che dia a molti il messaggio che Noi, e solo noi, dobbiamo essere fautori dei nostri destini.


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