Don Amato Brodella a pag.13 della sua Appendice di Storia della Diocesi di Carinola(2008 Ed.Caramanica) a proposito delle statuette della facciata della cattedrale di Carinola nel pezzo titola: La Testimonianza di uno storico corteo per spiegarne con

più  sicurezza il significato e introduce:"Speriamo di dire l'ultima parola su queste statuette, che hanno costituito per il passato un rompicapo per gli studiosi."

Dopo le brillanti ed erudite relazioni del parterre costituito dal Prof. Guido DONATONE, reduce dalla battaglia vinta sulla inamovibilità della tela del Caravaggio, dal Soprintendente Arch. Salvatore BUONOMO che ha esaudito la preghiera da don Amato scritta alla fine del  paragrafo richiamato in epigrafe interprete della volontà di tutti i carinolesi vicini e lontani e dello stesso Antonio CORRIBOLO che non ha fatto solo il moderatore ma è stato anche lui brillante relatore esponendo la sua tesi non disdegnando di contrapporla a quella dell'insigne studioso Direttore del Centro Studi delle Ceramiche Antiche Meridionali.

La storia delle statuine, la loro origine, cosa o chi effettivamente rappresentano, le scritte che campeggiano su ognuna di loro, sono ancora tutte da interpretare e restano avvolte nel mistero e perfino la loro datazione che il Prof. Donatone fissa nel 1446, è ancora avvolta da una soffusa alea di incertezza!

E' certo ed incontrovertibile però che era "scritto", da qualche parte nel cielo, che circa cinquanta anni fa uno studioso, lo stesso che oggi è stato chiamato oggi a relazionare sul loro ritorno, il Prof. Guido DONATONE, suggerisse alla Soprintendenza di togliere le quindici statuine maiolicate dalla facciata della cattedrale per evitarne il completo degrado e sottrarre l'incredibile beneficio di ammirarle ai posteri e che cinquanta anni dopo un manipolo di volenterosi :un direttore delle poste, Antonio Corribolo,un giovane avvocato, Vincenzo D'Ausilio, un sempreverde Franco Iannettone, un ex economo comunale Elvio Luberto,un ragioniere in pensione, Bernardo Macarone,un agente di polizia penitenziaria, Cosimo Mattu, un ingegnere di origine greca ma di Casanova di Carinola, sempre trascurato dalle nostre istituzioni, Ing. Gregorios Kerassidis tutti sostenuti da don Enrico Passaro e sopratutto, e non solo economicamente ma con un entusiasmo che ha del soprannaturale dal Pastore Diocesano S.E. Vescovo Mons. Francesco Orazio Piazza e da una giovane eccezionale la dott.ssa Amalia Vingione che ha saputo trasfondere il tutto in una geniale e bellissima pubblicazione, inseguissero, realizzandolo, il sogno di un timido ma forte ed intemerato Carlo CERALDI che, credo, ieri abbia toccato, come tutti gli altri, il cielo con un dito, ma lui più di tutti gli altri perchè sa che suo padre Tommaso, quello che io ho sempre chiamato Zio Babbo, da lassù  e la mamma costretta da un male terribile a casa, sono ancora e più di prima orgogliosi di lui.  Sogno realizzato grazie all'arrivo, finalmente e Grazie a Dio, di un Soprintendente illuminato: l'Arch. Salvatore Buonomo, che pur con le richieste ed ottenute nonchè dovute garanzie di sicurezza, non è stato sordo come tutti quelli che llo hanno preceduto e non ha taciuto ma ha detta un grande e attesissimo sì così ben descritto,  con dovizie di particolari, nella relazione di Mario Andolfi!
Erano tanti in chiesa ed è stata una regia stupenda quella che ha tenuto chiusa e blindata la sala intitolata a Luca Menna, il notaio di San Ruosi nato nel  1786 e defunto nel 1856 otto anni dopo aver concluso il suo Saggio Istorico Antico e Moderno della Diocesi di Carinola che è stato ristampato e chiosato da Adele Marini Ceraldi che ieri sedeva nei banchi della cattedrale.
Quando è terminata la conferenza e tutti hanno potuto accedere alla Sala Museo dove erano esposte le statuine e guardarle attraverso il cristallo antiproiettile e nelle teche anti furto con allarmi di ogni genere disposte a tre in ogni teca separata, sono rimasti tutti estasiati.
Molti avevano pensato che ne sarebbe stata data una copia almeno alla stampa ed ai benefattori ma così non è stato finora, parlo della pubblicazione fatta dalla Diocesi per l'occasione, curata sembra da Amalia Vingione dove avrebbero scritto gli studiosi, suppongo, visto che , come gli altri,anche noi non l'abbiamo avuta e neppure vista!

Ne riparleremo quando, e se, l'avremo!Giunge da Carlo Ceraldi la precisazione che volentieri pubblichiamo: "per una corretta comunicazione e nel rispetto dei ruoli effettivamente svolti, con il massimo impegno da parte di tutti, ed evitare equivoci si precisa quanto segue:
il sig. Bernardo Macarone è ragioniere pensionato, l'amico Cosimo segue con diligenza e puntualità la gestione manutentiva nel complesso parrocchiale, ed ha collaborato nella sistemazione degli ambienti di accoglienza, la pubblicazione del libro è stata curata e seguita direttamente dai tecnici della sopraintendenza che hanno potuto così redigere le schede tecniche dei reperti, poi pubblicate, alla dott.ssa Amalia Vingione va assegnato il merito di supervisore e "ufficiale di collegamento" tra il committente, nella persona di SUA ECCELLENZA FRANCESCO ORAZIO PIAZZA, la tipografia ed il curatore della pubblicazione, aggiungo -compito non facile. Inoltre, oltre gli oneri di stampa del book, SUA ECCELLENZA si è fatto carico anche dei costi degli inviti, delle locandine e dei manifesti.
Questo fatto ci ha ulteriormente entusiasmato poiché all'inizio ci era stato detto che trovare fondi era di fatto impossibile. Ma le vie del Signore sono infinite e lungo il percorso l'idea è mutata ed è arrivato il sostegno personale del VESCOVO."11 MARZO STATUINE TORNANO A CASA SARANNO ESPOSTE NELLA SALA "LUCA MENNA"


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