restauroepiscopio9"Secondo Pausania, ai suoi tempi, una città era veramente illustre, se poteva vantare un suo Foro ed un suo Anfiteatro. "Forum erat negotiationis locus in quo iudicia et conciones habere solerent''. Durante le fortunate conquiste romane in territorio italico, divennero Forum per antonomasia tutte le città di una certa importanza

che i Romani conquistatori dotarono di questi  due importanti  "attributi"  che creavano un parallelismo simbolico con l'Urbe per eccellenza: Roma. Alle città denominate "Forum" era concesso il privilegio di episcopeamministrare la giustizia a mezzo di un pretore e di tenere pubbliche fiere. Due furono le citta che nel comprensorio  di Carinola ebbero l'appellativo  di Forum,  e cioè Foro Claudio e Foro Popilio. Della prima città rimangono le ve­ stigia più illustri nel monumento d'arte paleocristiana denominato Episcopio,  della seconda rimane purtroppo  quasi solo il   ricordo .
Foro Popilio ebbe il suo Anfiteatro nella località detta ''le querce della Madonna". Foro Claudio invece lo. ebbe nella "Montagna spaccata" in prossimità della via Appia e fu detto Gallidoro.  Non  sappiamo con precisione ove sorgeva il Forum o piazza della Citta di Foro Claudio ove si amministrava la giustizia; ma quasi certamente doveva sorgere nelle adiacenze della antica Basilica pagana o magari sulla medesima area che poi venne adattata a Tempio nei primi secoli della cristianità e che in seguito divenne sede vescovile. Sappiamo con certezza che un nobile Civis Romanus di nome Claudio nel 386 divenne pretore di  questa  città  e le diede il  suo nome:  Foro Claudio.
appia basilica2Alla caduta dell'Impero Romano e col sopravenire del Medio Evo si continua a tenere in sommo onore il privilegio di amministrare la giustizia e di tener fiere tanto che, anche quando i conti di Carinola accentrarono nelle loro mani il potere della giustizia, vollero continuare a conservare il ricordo di questo grande onore di cui aveva goduto una loro citta. Ne nacque così una bella tradizione: ogni anno i primi giorni di maggio,  nella città di Foro Claudio si teneva una sontuosa fiera di tre giorni durante la quale veniva eletto un Maestro di  fiera con  attributi  di Giudice popolare (Pretore) che veniva detto "Banderale". Su questo singolare personaggio io mi soffermo un poco per dire qualcosa che certo non mancherà di destare la curiosità di tanti studiosi. Avanzo una ipotesi che, opportunamente vagliata, potrebbe contribuire a dare una spiegazione plausibile di quel gruppo di pitture murali a sinistra  dell' altare maggiore  della Basilica,  rappresentanti  gli umili  mestieri  del tempo.   E’
appia episcopioprobabile che il "banderale" sia stato scelto, di volta in volta, in una delle corporazioni di lavoratori il cui emblema e raffigurato nelle  pitture.
Non dobbiamo dimenticare che nel Medio Evo gli artigiani e gli operai venivano raggruppati secondo il mestiere che facevano nelle rispettive corporazioni.
Ma,  ripeto,  e solo una  mia  ipotesi  che va  seriamente  vagliata prima di considerarla valida . L'entusiasmo di un indizio, che serva a far luce su un particolare rimasto fino a oggi ignorato, deve essere mitigato
dalla serenita del ragionamento e dalla ricerca di elementi validi a  rendere certezza quella che per  ora e solo una ipotesi sia pure (lo   confessia­
no)  piena  di speranza.
Ma, tornando al nostro ''banderale che per la circostanza assumeva le funzioni di Giudice popolare, costui aiutato da una Corte detta "Nundinale" aveva il privilegio in questi tre giorni di amministrare in Foro Claudio la episc6giustizia "ad horas". Egli veniva accompagnato al Seggio di Giustizia da una Corte di Gentiluomini a cavallo, il fior fiore dell'aristocrazia  dell' antica Caleno.
Questi erano preceduti dal Gonfalone della Citta e dal Pallio con l'effigie del Protettore S. Giovanni, portati da due  paggi  e  accompagnati da tamburo e trombe. Seguivano gli splenditi equipaggi riccamente addobbati delle nobili Dame, le belle chiome d 'oro e di ebano castamente  raccolte  in  serici  manti.
E  infine  chiudeva  questa  singola  parata  tutto  il  popolo  festante.  II corteo giungeva dalla "strada Regia" (la via Appia) nei pressi della Montagna Spaccata.

Di qui proseguiva a piedi in  segno  di  devozione, fino all'Episcopio e qui rendeva omaggio alla stupenda immagine della Vergine di Valledoro che ancora oggi possiamo ammirare nel catino absidale dell'altare maggiore.

episc4Indi il banderale prendeva posto  sul  "pubblico sedile" e di qui per tre giorni amministrava la giustizia. Durante questo periodo una imponente corsa di cavalli richiamava i migliori cavalieri della contrada senza distinzione di casta poichè anche il popolo poteva  partecipare. 

Al  termine  di questi  tre giorni,  una  nuova  visita di omaggio  alla Madonna di Valledoro concludeva i festeggiamenti.  

Quindi il corteo si formava di nuovo e facendo  lo stesso percorso,  faceva ritorno in città. La Vergine che si venera nell'antico Episcopio di Foro Claudio e chiamata di Valledoro perche ai piedi dell'immagine ci sono le  seguenti lettere S.M.V.A. (Sancta Maria Vallis Aureae)  Perchè poi  questa insolita denominazione a questa splendida Madonna? La valle ove sorge l'Episcopio di Foro Claudio,  nelle  giornate  piene  di sole sembra veramente immersa in un fluido mare di luce e d'oro ove natura ed arte si completano   mirabilmente.
restauroepiscopioImmagino che chi le diede questo nome doveva provare questa mia stessa sensazione, nell'allietare lo sguardo e il cuore alla visione di questa valle.
Sarebbe molto bello, poter far rivivere ai nostri giorni questa splendida tradizione medioevale che or ora ho descritta, ma   comprendiamo pure  che non  e cosa  facile  da ottenere in breve  tempo.  Non  si crea una coscienza della importanza della tradizione dall'oggi al domani e nel nostro Comune purtroppo, non siamo neppure agli inizi. Tuttavia non disperiamo che si possa creare in seguito ad un fatto nuovo, che potrebbe emergere qualora i sondaggi che dovrebbe far eseguire la Soprintendenza, dessero qualche risultato . Anche la tradizione medioevale che ho ricercato e descritto  mi  sembra  valida  prova  per  confermare  l'importanza  di  Foro  Claudio  e  per  sollecitare  questi  sondaggi.
Cercherò ancora e spero di fornire ancora nuove prove, per sollecitare l'interesse della Soprintendenza, e magari quello di altri, appassionati come me per  le cose belle del  passato.
Un giorno, nell'itinerario delle visite di un importante Congresso  di Archeologia Cristiana leggero con emozione il nome di S. Maria di Valledoro,  Basilica  di Foro Claudio.
Quel giorno, il sole splendido di Valle d'oro, illuminerà di felice certezza la lunga speranza  di  sempre."
Dal "ROMA  del 26 Giugno 1970                                              Adele Marini Ceraldi

Le notizie storiche sono di Luca Menna dal 1° Tomo Cap.V del "Saggio Istorico  della Città e Diocesi di Carinola" da me ristampato nel 1980. Mi onoro di aver ridato la dignità di chiesa alla Basilica di S.Maria in Foro Claudio e la dignità di scrittore  ad un uomo, il Notaio di San Ruosi Carinola, Luca Menna,  che "dalla sua fatica non raccolse che ingiuste critiche e amarezze senza fine", come già scrissi nella introduzione della chiosa al Saggio, e di lui non venne rispettato neppure l'altare gentilizio  che dalla stessa Basilica venne trasferito dalla Soprintendenza .

"Nemo propheta in patria!" E non solo lui. Non solo lui.

San Ruosi 22.02.2016                                                              Adele Marini Ceraldi

A Luca Menna sarà intitolata la Sala Espositiva che , adiacente alla Cattedrale di Carinola, sarà inaugurata il prossimo 11 Marzo 2016 (n.d.r.)

SAPORE DI MEDIOEVO: CALENDIMAGGIO A VALLEDORO

 

 


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