da gazzetta.itCi voleva la batosta rimediata ai mondiali in Sudafrica ed ancorpiu' la crisi economica ad aprire la mente delle societa' di calcio verso la rivalorizzazione dei vivai
E finalmente si riscoprirono i giovani.
Ci voleva la batosta rimediata ai mondiali in Sudafrica ed ancorpiu' la crisi economica ad aprire la mente delle societa' di calcio verso la rivalorizzazione dei vivai.
La "carneficina" a cui si e' assistito nelle scorse settimane, a causa di conti non perfettamente in regola (ma non e' una novita' in finanza e tantomeno nel calcio) nelle serie minori (vedi Casertana Calcio) e' stato un assaggio di cio' che potrebbe avvenire nell'immediato futuro (anche il Maiorca e' stato estromesso dall'Europa League perche' aveva i conti in rosso). 
Soluzioni come la mega-rateizzazione in 23 anni accordata dall'Agenzia delle Entrate alla Lazio per il debito di 170 mln di euro, nel 2005, sono ormai improponibili, oggi come oggi, nemmeno per motivi di ordine pubblico.
E allora che si fa'? La cosa piu' semplice e sensata che ci sia: valorizzare i vivai e se proprio si deve cercare il "verde piu' verde" dei giardini altrui lo si fa' cercando di prendere il talento alla concorrenza primancora che l'asta inizi (cosa semplice a dirsi ma anche sui giovanissimi calciatori, quando s'intravede la classe del campione, iniziano giochi al rialzo paurosi che spesso vanno a discapito del ragazzino stesso, travolto da interessi assai piu' grandi di lui).
Si fa' un gran parlare, da qualche tempo, della "cantera" del Barcellona che ha strapazzato il Real anche quest'anno e ha donato alla nazionale iberica l'ossatura della squadra campione del mondo. Quattro anni prima avevano vinto l'europeo. Non e' un caso. E' l'esempio da seguire. 
Ma attenzione. Attenzione alle avventure spericolate in terra sudamericana, ad esempio, alla ricerca di giovani campioncini da prendere a quattro soldi e parcheggiare in qualche societa' amica fino a completa maturazione del giocatore. Il caso Napoli-Iturbe delle ultime ore insegna. La situazione finanziaria della stragrande maggioranza dei club sudamericani e' disastrosa ed andare a pescare tra i giovani under 19 o under 20 equivale spesso a tuffarsi in una vera e propria giungla di agenti, impresari, societa' di investitori che approfittando dei problemi (frequenti) d'insolvenza delle societa rilevano tutta o parte dei cartellini dei calciatori e rendono le trattative un qualcosa di simile ad un vero e proprio incubo.
Il calciatore di cui sopra e' in forza alla squadra paraguaiana del Cerro Porteño. Ha 17 anni, e' un fantasista e c'e' chi ricorda nelle sue movenze un certo Lionel Messi...il problema e' che hanno messo gli occhi addosso a Iturbe anche Porto e Real Madrid. Vedremo.
Male che vada ci contentiamo di Cristiano Lucarelli (la battuta ci voleva, dai).

Percorso

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